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sabato 1 ottobre 2016

Il chiostro non si cancella - Lunedì 3 Ottobre - Assemblea per il chiostro di Sant'Apollonia aperto - ore 17

Il chiostro dell'ex-convento di Sant'Apollonia, anche detto “della Badessa”, è uno dei chiostri più grandi a Firenze: un pezzo di storia e d’arte, patrimonio della città e dei suoi cittadini.
La gestione da parte degli organi competenti – la Regione Toscana in mano al PD e l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio che si occupa del servizio mensa e dell’aula studio al piano terra - è stata fino ad oggi superficiale se non addirittura assente, nonostante le reiterate promesse di restauro e valorizzazione. Almeno fino a quando un gruppo di studenti e cittadini non ha iniziato a interessarsi alle condizioni in cui questo chiostro versava, chiedendo in primo luogo un intervento di riqualifica. Quando finalmente la regione ha acquisito la proprietà dal demanio – in forza di un progetto che prevedeva un investimento di 5milioni – non si sono fatte attendere voci di ulteriori chiusure e lottizzazioni, insieme alla trasformazione delle aule al primo piano in uffici contro il palese interesse dei suoi frequentanti.
Il primo auspicato intervento è arrivato solo quest’estate: il chiostro è stato trasformato per tre mesi in un cantiere per i lavori di installazione dell’impianto di irrigazione e di posa di un nuovo manto erboso. Sorvoliamo sulla perplessità che possono destare le cifre di questi lavori: 57.000 euro per 5/6 giorni di lavori con 4 operai, su un totale di 3 mesi di cantiere (terra rivoltata, reti metalliche, accesso vietato da luglio a settembre).
Abbiamo pure accettato di buon grado la temporanea chiusura del chiostro al pubblico: l'erbetta per ben crescere va ben curata!, siamo d’accordo. Ma quando il temporaneo minaccia di diventare realtà permanente occorre iniziare a studiare e ad organizzarsi.
Ora è trascorso il periodo di “assestamento” del prato, e per la terza volta la rete metallica da noi rimossa è stata prontamente sostituita: risulta così evidente l’intenzione del DSU di erigere un cancello stabile per interdire l'accesso al chiostro e separare un altro luogo della città ai suoi abitanti: da pubblico a privato, cioè - letteralmente - privato al pubblico.
Appare ben chiara quale sia la linea di condotta dell'amministrazione regionale (che ben rispecchia quella comunale, pedissequa ancella della nazionale): gli spazi non devono essere pubblici, i cittadini non sono in grado di gestirli; gli spazi devono essere chiusi, amministrati per scopi privati, utili a far cassa.
Un cancello è una conferma che i confini, prima che materiali, sono nella mente e nelle azioni di chi amministra la cosa pubblica (una marmaglia di burocrati che fanno del liberismo selvaggio l'apologia del degrado cittadino), come se gestisse un’azienda privata.

Noi vogliamo che il chiostro di Sant'Apollonia resti aperto, comune ed accessibile a tutti. Vogliamo che sia gestito in modo trasparente e rispettoso. Vogliamo che la gestione di un bene comune sia occasione di crescita di percorsi partecipativi e non di chiusure e arretramenti sociali e culturali.
Per questo invitiamo cittadini, studenti e lavoratori LUNEDI 3 OTTOBRE alle 17 negli spazi comuni della Polveriera, per decidere insieme quale dovrà essere la migliore via per far sì che questa volontà possa realizzarsi.

L'Assemblea della Polveriera

mercoledì 28 settembre 2016

"CONTRO LA SCUOLA DEL REGIME E DEI PRESIDI PADRONI: LA CULTURA NON E' MERCE" ven 30 settembre

CONTRO LA SCUOLA DEL REGIME E DEI PRESIDI PADRONI: LA CULTURA NON E' MERCE!!!!

VENERDI 30 SETTEMBRE ORE 21 PRESSO LA POLVERIERA VIA SANTA REPARATA

Il mondo della scuola è attraversato sempre più da abusi e prevaricazioni da parte di chi detiene il potere nei confronti  di tutte le componenti: studenti, lavoratori, genitori.
L'anno scolastico è iniziato e la legge 107, conosciuta come la “buona scuola” rivela il suo vero volto: affossare la cultura e l'istruzione rendendo la scuola uno strumento a servizio del profitto e del regime, per la repressione di ogni libero pensatore e di ogni dissenso.

Il comma 1  della 107 parla di una scuola capace di garantire il libero sviluppo delle diverse individualità e di limitare la dispersione e l'abbandono scolastico. Frasi demagogiche  che mistificano la realtà di molti istituti professionali, tecnici e di molte scuole medie: classi in sovrannumero, mediamente con 2 studenti tutelati dalla legge 104.

Si parla di pari opportunità da offrire agli studenti e di oltrepassare le differenze socio-culturali mentre invece di fatto SI FINANZIANO SCUOLE PRIVATE e si sottopongono i percorsi di studio alle esigenze delle imprese.
L'alternanza scuola-lavoro non  insegna nuove competenze ma ha un solo obiettivo: fornire manodopera gratis ai privati che conformemente al comma 29 avranno sempre più potere di agire sulla scuola e  come ben dimostrano la maggior parte degli stage effettuati negli istituti professionali.
Studenti e famiglie che demagogicamente vengono chiamati a cooperare per la crescita della scuola sono costantemente truffati da presidi che spacciano come tasse contributi volontari sempre più cari. Presidi che sempre più sono considerati “meritevoli” sulla base di quanto risparmiano.
La 107 soffoca ogni possibile contestazione rendendo ricattabili i docenti neo-assunti. Chi contesta l'autorità,  ossia il preside, rischia di esser messo in mobilità sull’intero territorio nazionale.
Progetti regionali e nazionali che investono ed investiranno scuola ed università il cui unico reale obiettivo è quello di garantire tanti soldi ai vertici delle pubbliche amministrazioni e di agevolare  i poteri economici. Progetti che usano tanti soldi pubblici mentre si continua a tagliare istruzione e sanità e a non affrontare l'emergenza abitativa.
I SOLDI CI SONO MA  FINISCONO SEMPRE NELLE STESSE TASCHE!!!!

-PER CONTINUARE IL PERCORSO COMINCIATO CON L’ASSEMBLEA DEL 9 GIUGNO 2016
-PER DARE RISPOSTE CONCRETE ALLE TANTE SITUAZIONI DI ABUSO E PREVARICAZIONE DI CUI QUELLO DELLA SCUOLA DATINI DI PRATO E QUELLO DELL’ISA DI FIRENZE SONO SOLO DUE ESEMPI TRA I TANTI  
-PER COSTRUIRE UN COORDINAMENTO UNITARIO DI LOTTA DI TUTTE LE COMPONENTI DEL MONDO DELLA SCUOLA (LAVORATORI, STUDENTI, GENITORI).

TROVIAMOCI IN UNA NUOVA ASSEMBLEA

“CONTRO LA SCUOLA DEL REGIME E DEI PRESIDI PADRONI: LA CULTURA NON E' MERCE!!!!”

VENERDI 30 SETTEMBRE ORE 21 PRESSO LA POLVERIERA VIA SANTA REPARATA... 

Organizzano Unicobas Fi, CUB Fi, USI Sanità Fi, La Polveriera, Gruppo Anarchico Azione Diretta...

venerdì 9 settembre 2016

Report e conclusioni dell'assemblea toscana delle realtà antagoniste

REALTA' INTERVENUTE: 



- Sars Viareggio 
- USB Toscana 
- Eurostop Toscana 
- Polveriera Firenze 
- Rete dei Comunisti Toscana 
- Brigata sociale antisfratto Viareggio 
- Area Globale Massa 
- Giovani Comunisti Siena 
- Torpedo Lucca 
- (ex) Occupazione di Via Toselli Firenze 
- Cantiere Sociale Viareggio 
- Collettivo SUM Firenze
 - Centro di Documentazione Gino Menconi Massa 
- Collettivo Bujanov Valdarno 
- Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi 
- Prato (realtà in formazione) 
- Rep. Viareggina 
 - Circolo Partigiani Sempre Viareggio 
- USB Pisa 
- Casa Rossa Occupata Massa

REALTA' CHE HAN DATO L'ADESIONE MA NON INTERVENUTE: 
- Collettivo Scienze Politiche Firenze 
- Rete dei collettivi Fiorentini 
- Collettivo K1 Macchiavelli-Capponi Firenze 
- Biblioteca Archivio Germinal Carrara 
- Cip S.Concordio Lucca 
- CSOA Macello Pistoia 

PREMESSE: Dalle varie realtà organizzate è arrivato in generale un apprezzamento per l'idea, sintomo di una necessità: quella di approfondire le relazioni e di ragionare collettivamente, provando perché no a costruire attraverso passaggi intermedi un qualcosa di più formale e di più duraturo nel tempo. Che cosa costruire, sarà il tempo a dirlo e la capacità collettiva di andare oltre le proprie aree di appartenenza. Da parte di molti, tuttavia, si è sottolineata la difficoltà storica di provare esperienze ricompositive, segno della consapevolezza comune che un percorso di questo genere può esistere solo a partire dal pieno rispetto delle singole realtà, delle loro appartenenze, delle loro pratiche. Il termine chiave sottolineato in molti interventi è "umiltà". L'umiltà di provare ad abbandonare steccati divisori e di non imporre nulla se non il proprio odio per il Capitalismo e per lo stato di cose presenti. 

TEMI AFFRONTATI: Il ragionamento politico di fondo, condiviso in vari interventi, è partito da un'analisi della situazione italiana, all'interno dello scenario dell'Unione Europea e nello scacchiere imperialista internazionale, per approdare alle specificità della regione Toscana, vista come laboratorio di sperimentazione di politiche poi adottate dal governo centrale. Sulla questione Ue in particolare sono emerse due posizioni distinte: da una parte chi la vede come nemico centrale e cornice entro la quale avvengono le politiche di austerity; dall'altra chi non la nomina e, pur considerandola ovviamente parte del problema, la considera parte del contesto imperialista internazionale. Nei temi chiave come lavoro, casa, Istruzione, Sanità e diritto agli spazi, si è individuato nel Pd il principale nemico, e attualmente l'attuatore delle politiche di lacrime e sangue che ci aggrediscono. Ognuna delle realtà intervenute ha descritto le proprie lotte, auspicando una maggiore comunicazione fra realtà territorialmente così vicine, sia dal punto di vista pratico (reciproco sostegno in caso di bisogno), sia da quello teorico (maggiore condivisione di idee, di approfondimenti, di conoscenze e di pratiche), insistendo comunque sull'eterogeneità come valore e non come ostacolo. Un tema su tutti ha avuto una particolare centralità nei vari interventi, quello del referendum costituzionale. Molti degli intervenuti hanno sottolineato l'importanza di questo appuntamento: per alcuni non tanto per il tema in sé, quanto piuttosto perché visto come banco di prova dell'attuale governabilità e terreno proficuo in cui costruire un blocco sociale di opposizione; per altri anche il tema in sé è fondamentale perché potenziale causa di ulteriori e ben più pervasive limitazioni di libertà e di spazi di agibilità per noi. Un discorso a parte merita un altro dei temi emersi, l'Antifascismo. Su questo terreno molti degli intervenuti hanno trovato già in passato momenti collettivi di condivisione e rimane un ambito centrale. Tuttavia si è anche sottolineato il fatto che quello è un po' un "sovra-tema" e che fermo restando il terreno dell'Antifascismo militante, l'Antifascismo politico lo si persegue nell'attività quotidiana nei terreni sociali e delle contraddizioni della società. Un tema che non è stato affrontato, ci auguriamo per semplice dimenticanza, è quello dell'immigrazione, e si auspica fin da subito di inserirlo in una prossima eventuale occasione. 

PROPOSTE EMERSE: Innanzitutto, come già detto in precedenza, la necessità di approfondire i rapporti: guardarsi in faccia, conoscersi, scambiarsi esperienze di lotte e di vita è vista come condizione imprescindibile anche solo per iniziare un percorso del genere. Più nel concreto le proposte sono state queste: - organizzare incontri seminariali e di reciproca conoscenza nelle città che hanno una particolare esperienza su un tema - realizzare un gruppo virtuale su fb (e una mailing list) di raccordo fra le varie realtà. Il gruppo e la mailing list sono già in creazione quindi chiediamo ad ogni realtà di lasciarci contatti fb o indirizzi mail. - individuare già nel terreno del referendum un primo banco di prova per approfondire un discorso comune - proporre una prossima assemblea più operativa per il mese prossimo, che sia primo appuntamento in cui verificare le possibilità di questo percorso. Come Casa Rossa proponiamo come data domenica 10 ottobre e come luogo Lucca o Firenze - come Casa Rossa ci proponiamo di realizzare una sorta di tour nelle varie città e presso le varie realtà intervenute (e non solo) per confrontarci meglio su quanto emerso

CONCLUSIONI: La controparte è forte, organizzata e dispone della forza della repressione, dell'arroganza dei governanti e della servitù dei fascisti. Tuttavia, nonostante i rapporti di forza davvero sfavorevoli, i compagni sono tanti, anche se spesso disgregati, qualche volta sfiduciati, molto spesso divisi. Le differenze, che nessuno ovviamente si sogna di appiattire, non sono così grandi da impedirci di essere dalla stessa parte della barricata. Partire da questo presupposto può essere il primo passo per iniziare un percorso comune

sabato 3 settembre 2016

INCONTRO FRA REALTA’ ANTAGONISTE DELLA REGIONE TOSCANA

Quest’estate si conclude per tutte e tutti noi con una gran voglia di guardare avanti. Scuole e università riaprono, le ferie per molti sono finite, per molti altri mai iniziate.


Non è facile avere il coraggio di guardarsi indietro in questo 2016: l'escalation terroristica in Europa, fatta di speculazioni giornalistiche e stati di emergenza; l'aggressione imperialista ai popoli del medio-oriente; le migliaia di morti in mare e le persecuzioni sui migranti da parte di Stato e trafficanti d'uomini; la governance europea e renziana che continua a mangiare pezzi di stato sociale fino a tentare l'arrembaggio al boccone più prelibato, la Costituzione.




Sembrerebbe che quest'anno non porti niente di buono. Tanto che alcuni di noi, fratelli, sorelle, amic* e compagn*, decidono di partire: chi migrando in altro paese per cercare un lavoro migliore, chi per dedicarsi generosamente alle calamità (umane) di Amatrice, di Ventimiglia, di Lampedusa o Lesbo.


Come Polveriera, come collettivo d'autogestione, guardiamo a questo nuovo autunno con interesse.

Decidiamo di ripartire dando ancor più forza all'autogestione del Chiostro, con iniziative di reale auto-recupero degli spazi, e rilanciando i vari progetti che dalla Polveriera sono nati o che comunque hanno attraversato i nostri spazi. Per questo vi invitiamo a dare un'occhiata al blog ed a passare lunedì alle 19.00 all'assemblea di gestione.

Ma questo comunicato ha lo scopo di condividere con chi ci segue quello che sarà secondo noi un primo importante appuntamento per il nuovo ciclo che si avvia con questo settembre.

Parteciperemo infatti – ed invitiamo chiunque sia interessato a contattarci per raggiungerla insieme – all'Assemblea Toscana lanciata dal C.S.O.A. Casa Rossa occupata a Massa, domenica 4 settembre: «In un contesto nazionale e internazionale drammatico, che vede uno stato di guerra permanente e di conseguente controllo repressivo, una diffusione capillare della povertà, una progressiva accentuazione delle differenze di classe e la scomparsa delle forme tradizionali di lotta politica, esistono delle specificità territoriali significative di cui tener conto. In particolare, noi viviamo sulla nostra pelle, in tutta la sua dirompenza, il modello toscano, con le sue contraddizioni in cui infilarsi, ma con la sua forza e pervasività a tutti i livelli».

Seppure condividendo le nostre preoccupazioni per la fase storica che stiamo attraversando, la Casa Rossa chiede a noi tutt* uno sforzo di ricomposizione dei movimenti sociali e delle lotte che «lungi dall'ipotizzare appiattimenti teorici o falsi tentativi di omogeneizzazione, riesca almeno a proporre delle mediazioni sui terreni comuni. La controparte è forte, organizzata e possiede armi che noi ci sogniamo (dai soldi, ai mezzi d'informazione, dalla polizia, ai governi). Noi possiamo contrapporre la generosità del nostro impegno e la radicalità di chi sta dalla parte della ragione, ma com'è ovvio questo non basta».

Cosa sarà necessario attivare lo decideremo insieme. Ma è evidente che individualmente e localmente non possiamo cambiare le cose, se contemporaneamente non stringiamo relazioni solidali, se non ci coordiniamo con chi come noi dedica il proprio tempo, la propria intelligenza e le proprie forze alla resistenza ed alla trasformazione della realtà, per un’alternativa che da qui ed ora, guardi al futuro senza paura.

qui l'appello per lanciare l'assemblea di domenica 4 settembre alle ore 16: https://fornoantifascista.wordpress.com/programma/dibattiti/

TUTT* A MASSA!

venerdì 24 giugno 2016

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PER SANT'APOLLONIA

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PER SANT'APOLLONIA


Invitiamo a partecipare all'assemblea di mercoledì 29 alle ore 16 tutte/i le/gli interessate/i al complesso di Sant'Apollonia.
Il complesso è di proprietà regionale ed ospita, su via S. Reparata, la mensa universitaria, un chiostro e, da due anni, La Polveriera.
Dal 10 Giugno il Chiostro, patrimonio del quartiere e della comunità studentesca che da decenni lo vive, è inaccessibile per dei lavori di riqualifica.
Di certo non possiamo che essere contenti della seppur tardiva iniziativa della Regione.
Ciò che ci preoccupa è COME e PERCHE' questi lavori si stanno svolgendo:
  • nessuna trasparenza sui tempi e le modalità di svolgimento. Trattandosi di un luogo pubblico dovrebbe esserne visionabile il progetto, ma pare che né Regione né DSU conoscano il progetto.
  • La volontà, esplicitamente espressaci, di installare un secondo cancello che chiuderebbe l'accesso al cortile rendendolo mero “giardinetto” per i buffet e le conferenze private che si svolgono nell'Auditorium.
Al fine di INFORMARE la comunità abbiamo indetto un'assemblea invitando
  • i responsabili della Regione Toscana e dell'azienda regionale per il Dirito allo Studio
  • le rappresentanze sindacali dei lavoratori della mensa universitaria (in appalto a CIR food)
  • le rappresentanze studentesche
  • le rappresentanze di Quartiere 1

Sul sito lapolveriera.blogspot.it maggiori informazioni sulla situazione del complesso di Sant'Apollonia e sui suddetti lavori.

Rinnoviamo il nostro invito a partecipare a tutti, lavoratori, studenti ed abitanti del quartiere.

Mercoledì 29 alle ore 16, Chiostro di Sant'Apollonia, via Santa Reparata 12



lunedì 2 maggio 2016

Assemblea cittadina DIFENDIAMO IL TERRITORIO E LA SALUTE Mercoledì 4 Maggio

Assemblea mercoledì 4 Maggio ore 21:00
presso lo Studentato di via Ponte di Mezzo 27
AULA PIANO TERRA

C.S.A. Next Emerson, Occupazione via del Leone e La Polveriera Spazio comune chiamano tutte e tutti le/gli interessate/i alla manifestazione CONTRO GLI INCENERITORI del 14 MAGGIO 2016 ad organizzare uno spezzone cittadino contro la svendita della città, le nocività e per il diritto alla città.

La città di Firenze sta subendo trasformazioni sulle quali noi, cittadini ed abitanti di Firenze, non abbiamo alcuna voce in capitolo.
Non solo sulla cantierizzazione di intere aree di città per opere di dubbia utilità e realizzazione, ma anche e soprattutto l'eliminazione di servizi essenziali (presidi sanitari in centro, tagli e privatizzazione del trasporto pubblico...), sulla svendita di edifici ed aree pubbliche, sul degrado delle aree verdi... su tutto questo i comitati ed i collettivi in città sono sempre stati corpi vivi rispetto ad un'amministrazione interessata solamente a gestire bilanci di tagli al sociale e spartizioni d'appalti.
 
Ed è su un'opera incombente come quella del nuovo inceneritore di case passerini che il 14 maggio si dovrà esprimere tutta quella città viva che lotta contro la speculazione, la svendita della città e l'inquinamento selvaggio.
Solo un anno fa da Campi Bisenzio un corteo di oltre 10mila persone ha raggiungo il Palazzo della Regione Toscana in via di Novoli, per affermare che sulla salute non si specula.

Il 14 Maggio prossimo dallo stesso parco partirà un corteo organizzato dalle Mamme No Inc, dall'assemblea della piana contro le nocività e la rete Rifiuti Zero.

LINK ALL'EVENTO FB DELL'ASSEMBLEA
LINK MANIFESTAZIONE

Per quell'occasione vogliamo costruire un percorso cittadino contro l'inceneritore, ma anche contro la svendita della città, le grandi opere inutili e le nocività.

sabato 31 gennaio 2015

Il Punto su Sant'Apollonia fino a gennaio

Fin da quando, a maggio, La Polveriera ha aperto gli spazi di Sant'Apollonia, le istituzioni hanno preso subito una posizione chiara: questi locali dovevano rimanere chiusi. Di fatti la linea scelta a caldo dal DSU è stata di sigillare maldestramente l'ingresso con qualche trave improvvisata e niente più.
Allora, come nel decennio precedente, i rapporti col DSU erano praticamente inesistenti. I collettivi universitari, in particolar modo quelli presenti nel centro storico, per anni hanno portato avanti la vertenza sul plesso di Sant'Apollonia, sia sul servizio della mensa, sia sullo stato di abbandono dell'intero chiostro ma tutto ciò che è stato ottenuto è stato rendersi conto della disarmante incapacità per le istituzioni di concepire un progetto concreto che potes
se avere come finalità la rinascita di questo luogo.
Le motivazioni di allora sono le medesime del presente: un servizio di ristorazione funzionale, la necessità di aule studio a disposizione degli studenti e la riqualificazione di un patrimonio culturale abbandonato a sé stesso.
Le uniche risposte ci sono state solo negli ultimi anni: il cambio di appalto gestionale della mensa con relativa ristrutturazione dei locali interessati, che ha causato grossi disagi al servizio per almeno un anno intero e proponendo un risultato che di migliorativo ha poco o nulla, e l'apertura di una misera aula studio al piano terra riempita con una trentina di sedie.
In breve, un vero dialogo, se non limitato, tramite le rappresentanze studentesche, non c'è mai stato fino all'apertura di questi spazi.
Passando all'azione, abbiamo pensato che la soluzione migliore fosse mettere le istituzioni davanti al fatto compiuto: La Polveriera è aperta e si adopera dove voi finora non avete potuto e voluto.
All'inizio dello scorso ottobre abbiamo inviato una mail alle personalità che ritenevamo dovessero interessarsi alla situazione di Sant'Apollonia per intavolare insieme un dialogo. I destinatari sono stati: il direttore del DSU, il presidente della Regione Toscana, il rettore dell'Ateneo fiorentino e il presidente del comitato di quartiere Q1.
Fra il silenzio del rettore e la lavata di mani del presidente del comitato di quartiere, che letteralmente ha dichiarato di non essere “il soggetto deputato ad intervenire”, dopo un mese abbiamo ricevuto una risposta dall'assessorato all'istruzione in cui, sollecitato dalla segreteria della presidenza della regione, si chiedeva un incontro con l'Assemblea occupante.
Fra convocazioni, rinvii e incontri ufficiosi si è creato un dialogo che può essere riassunto nei seguenti punti:
1- il DSU ha intenzione di presentare un progetto di riqualifica del plesso alla Regione in modo tale da garantirsi il passaggio di proprietà dal Demanio;
2- la riqualifica consiste in un ampliamento della mensa, spostamento degli uffici DSU nel plesso, creazione di sportelli front-office per le relazioni con gli studenti, l'adeguamento di un locale ad aula studio e nell'eventualità di poter aver disponibile l'intero plesso (da notare bene: l'utilizzo degli spazi del plesso è spezzettato fra regione, l'ex circolo degli ufficiali e la Fondazione Toscana Spettacolo) anche la creazione di alloggi studenteschi;
3- in tutto ciò la Polveriera non ha modo di esistere, né come realtà (in quanto non riconosciuta giuridicamente) né come spazio (in quanto da subito ci hanno comunicato che questi locali non godono dell'agibilità), quindi deve chiudere.
Come atto di fiducia alla loro intenzione di iniziare seriamente questo progetto, l'Assemblea aveva deciso di chiudere temporaneamente le stanze al pubblico e collaborare al progetto a patto che si prendessero in considerazione alcune questioni, come: la necessità di un luogo in cui la vita studentesca possa articolarsi in uno spazio che permetta cultura e socialità, prendendo esempio anche da altre realtà nazionali dove la gestione di alcuni spazi del DSU è affidata direttamente agli studenti; la necessità di pensare seriamente ad una internalizzazione del servizio mensa e di valutare la collaborazione con realtà locali autonome specializzate nel recupero degli spazi prima di aprire bandi e concedere soldi a enti privati per la riqualifica.
Tutto è rimasto in sospeso così, in attesa di nuovi aggiornamenti che sarebbero giunti con l'inizio del nuovo anno.
E le novità sono giunte.
L'unico problema è che non sono state delle vere novità: a quanto pare la nuova amministrazione (sia del DSU che dell'Assessorato) ignorava l'esistenza di una pratica tra Regione e Demanio sul plesso di Sant'Apollonia già dal 2011 e arenata col cambio di guardia.
L'esistenza di questa pratica, che in parole spicciole è un progetto che cerca semplicemente di definire ufficialmente l'odierna lottizzazione e mal gestione del plesso, motivi per cui i collettivi universitari si sono sempre interessati alla causa, rende totalmente vano ogni dialogo instaurato negli ultimi due mesi perché annullarla significherebbe ripartire da capo.
Qualcuno paragonerebbe una situazione del genere al gioco delle tre carte. Come è possibile che gli assessori Bobbio e Nocentini non sapessero di questa pratica? Cosa significa che non si può ripartire da capo quando già era stata manifestata (anche se solo verbalmente) l'intenzione di lavorare su questo nuovo progetto? Perché portare avanti un vecchio progetto finora fallimentare trasformando un luogo pubblico e potenzialmente vivace in una sede di sterili uffici?
Un pensatore malizioso riflettendo su questi fattori li considererebbe semplice fumo negli occhi, atto a garantire la perseveranza dell'istituzione a continuare progressivamente sulla strada percorsa nell'ultimo decennio: svalutare l'intero plesso, svuotarlo dalla vita studentesca e portare avanti senza complicazioni un progetto speculativo che possa permettere al miglior offerente una radicale trasformazione del luogo e della sua funzione, togliendolo illegittimamente al diritto allo studio e al quartiere, in nome della nuova politica economica cittadina.
Per questo siamo qui e per questo riteniamo che la gestione degli spazi pubblici, di questo spazio, debba essere costruita quotidianamente dal basso, dagli studenti e dai cittadini stessi, attraverso percorsi partecipati e democratici.


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Qui potete trovare l'invito all'incontro con gli assessori e il presidente della regione toscana che abbiamo indetto per il 14 febbraio a seguito dell'assemblea che si è svolta lo scorso 31 gennaio:
DIRITTO ALLO STUDIO, DIRITTO ALLA CITTA'

mercoledì 24 dicembre 2014

Diario di Bordo - sei mesi dopo

23 Dicembre 2014

Durante l’estate la neonata occupazione è passata quasi inosservata, permettendoci di lavorare indisturbati alla messa in sicurezza delle stanze e di porre le basi per un progetto politico in costante fase di elaborazione. I mesi che sono seguiti hanno visto crescere molto l'Assemblea e il consenso intorno al progetto che si andava delineando, e questo è stato possibile affrontando i problemi legati all'autorganizzazione dello spazio e all'interazione con le realtà che lo circondano e attraversano. Siamo partiti dall'esigenza di coinvolgere attivamente la comunità proponendo e partecipando al dibattito politico e sociale che interessa direttamente i cittadini.

A settembre abbiamo inviato una e-mail di denuncia a tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella gestione di Sant’Apollonia (DSU, Regione, Comune, Quartiere), chiedendo chiarimenti sull'umiliante passato recente del plesso e pretendendo un impegno per il suo futuro, informandoli quindi della costituzione dell’Assemblea. Siamo stati così invitati dall’Assessore Regionale Emanuele Bobbio ad un primo incontro di semplice conoscenza durante il quale abbiamo presentato le rivendicazioni avanzate negli anni dai collettivi universitari - ribadite anche in un secondo incontro informale - e che possiamo sintetizzare così: la restituzione alla comunità della possibilità di vivere Sant’Apollonia e la riqualifica del chiostro, che dall'attuale stato di decadenza possa tornare a essere un luogo pubblico e un punto di riferimento nel quartiere. 
Quello che proponiamo oggi tramite la riappropriazione e l’autogestione comune tra studenti, lavoratori e abitanti del quartiere, è la concreta possibilità di lavorare attivamente alle soluzioni creando un luogo di socialità alternativo, vivo e propositivo.

Alcune settimane dopo quest'incontro, a fine novembre, la notizia dell’occupazione dell’intero chiostro per l’organizzazione del mercato contadino li ha allertati a tal punto da indurli a intervenire per dissuaderci minacciando lo sgombero delle stanze occupate. Siamo riusciti a evitarlo garantendo la temporanea chiusura delle stanze (da loro giudicate inagibili) a patto che entro la fine dell’anno ci venissero presentati progetti concreti sul futuro del chiostro con la dimostrazione di una seria presa d’impegno. 
Di conseguenza il 23 dicembre, a sette mesi complessivi dalla nascita dell’Assemblea della Polveriera, abbiamo incontrato per la seconda volta l’Assessore Regionale insieme al nuovo Direttore del DSU Francesco Pierulli, i quali ci hanno esposto la prima bozza di progetto di riqualifica del chiostro: se attualmente la maggior parte del complesso è inutilizzato o indebitamente impiegato per uffici, le intenzioni mostrate sono quelle di ristrutturare interamente il primo piano per allargare la sala della mensa, allestire delle aule studio e addirittura ospitare una residenza studentesca, mentre per quanto riguarda il piano terra è previsto un ingente investimento per rimettere a nuovo il giardino e per trasferire gli uffici amministrativi e di front-office per studenti. Apparentemente entusiasmante. E sembra che i tempi di realizzazione non saranno troppo lunghi, giusto il tempo di reperire otto-nove milioni di euro...

Com’è possibile tutto questo? Com’è che dopo anni di disinteresse, proprio ora, in tempo di elezioni, si promette tutto ciò? È evidente che il progetto proposto è mera propaganda se lo dobbiamo considerare nell'ottica della prossima campagna elettorale per le elezioni regionali toscane, ma soprattutto resteranno parole al vento se non insisteremo maggiormente con la strada che abbiamo deciso di intraprendere: un progetto di riappropriazione e autogestione che deve essere costruito con la pratica della democrazia diretta, lontano dai macchinosi processi burocratici che impediscono una sana ed efficace gestione della cosa pubblica, così da coinvolgere direttamente la comunità a interessarsi dei propri spazi e delle proprie vite.

Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alle riunioni dell'Assemblea e alle iniziative della Polveriera, in vista di un prossimo incontro pubblico nel quale costruiremo collettivamente il progetto per una nuova Sant'Apollonia.


L’Assemblea della Polveriera




martedì 21 ottobre 2014

Assemblea cittadina STOP JOBS ACT


COS'È IL JOBS ACT? COME POSSIAMO FERMARLO?
Davvero il Jobs Act parla "solo" di Articolo 18 come dicono i media? O forse c'è qualcosa di più?
Demansionamento, videosorveglianza per tenere sotto controllo lavoratori e lavoratrici, precarietà diffusa ed estesa a tutte e tutti... Know your enemy significa conoscere chi ci colpisce, perchè e come. Per capire ed organizzarsi.

Qui il documento che ne analizza i punti principali, redatto dal Collettivo di Lettere e Filosofia

L'invito è esteso a tutti, dai sindacati di base ai collettivi studenteschi universitari, ognuno secondo le proprie possibilità: VERSO LO SCIOPERO SOCIALE!

#STOPJOBSACT
#14N