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sabato 4 febbraio 2017
sabato 1 ottobre 2016
Il chiostro non si cancella - Lunedì 3 Ottobre - Assemblea per il chiostro di Sant'Apollonia aperto - ore 17
Il chiostro dell'ex-convento di Sant'Apollonia, anche detto “della Badessa”, è uno dei chiostri più grandi a Firenze: un pezzo di storia e d’arte, patrimonio della città e dei suoi cittadini.
La gestione da parte degli organi competenti – la Regione Toscana in mano al PD e l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio che si occupa del servizio mensa e dell’aula studio al piano terra - è stata fino ad oggi superficiale se non addirittura assente, nonostante le reiterate promesse di restauro e valorizzazione. Almeno fino a quando un gruppo di studenti e cittadini non ha iniziato a interessarsi alle condizioni in cui questo chiostro versava, chiedendo in primo luogo un intervento di riqualifica. Quando finalmente la regione ha acquisito la proprietà dal demanio – in forza di un progetto che prevedeva un investimento di 5milioni – non si sono fatte attendere voci di ulteriori chiusure e lottizzazioni, insieme alla trasformazione delle aule al primo piano in uffici contro il palese interesse dei suoi frequentanti.
Il primo auspicato intervento è arrivato solo quest’estate: il chiostro è stato trasformato per tre mesi in un cantiere per i lavori di installazione dell’impianto di irrigazione e di posa di un nuovo manto erboso. Sorvoliamo sulla perplessità che possono destare le cifre di questi lavori: 57.000 euro per 5/6 giorni di lavori con 4 operai, su un totale di 3 mesi di cantiere (terra rivoltata, reti metalliche, accesso vietato da luglio a settembre).
Abbiamo pure accettato di buon grado la temporanea chiusura del chiostro al pubblico: l'erbetta per ben crescere va ben curata!, siamo d’accordo. Ma quando il temporaneo minaccia di diventare realtà permanente occorre iniziare a studiare e ad organizzarsi.
Ora è trascorso il periodo di “assestamento” del prato, e per la terza volta la rete metallica da noi rimossa è stata prontamente sostituita: risulta così evidente l’intenzione del DSU di erigere un cancello stabile per interdire l'accesso al chiostro e separare un altro luogo della città ai suoi abitanti: da pubblico a privato, cioè - letteralmente - privato al pubblico.
Appare ben chiara quale sia la linea di condotta dell'amministrazione regionale (che ben rispecchia quella comunale, pedissequa ancella della nazionale): gli spazi non devono essere pubblici, i cittadini non sono in grado di gestirli; gli spazi devono essere chiusi, amministrati per scopi privati, utili a far cassa.
Un cancello è una conferma che i confini, prima che materiali, sono nella mente e nelle azioni di chi amministra la cosa pubblica (una marmaglia di burocrati che fanno del liberismo selvaggio l'apologia del degrado cittadino), come se gestisse un’azienda privata.
Noi vogliamo che il chiostro di Sant'Apollonia resti aperto, comune ed accessibile a tutti. Vogliamo che sia gestito in modo trasparente e rispettoso. Vogliamo che la gestione di un bene comune sia occasione di crescita di percorsi partecipativi e non di chiusure e arretramenti sociali e culturali.
Per questo invitiamo cittadini, studenti e lavoratori LUNEDI 3 OTTOBRE alle 17 negli spazi comuni della Polveriera, per decidere insieme quale dovrà essere la migliore via per far sì che questa volontà possa realizzarsi.
L'Assemblea della Polveriera
La gestione da parte degli organi competenti – la Regione Toscana in mano al PD e l’Azienda Regionale per il Diritto allo Studio che si occupa del servizio mensa e dell’aula studio al piano terra - è stata fino ad oggi superficiale se non addirittura assente, nonostante le reiterate promesse di restauro e valorizzazione. Almeno fino a quando un gruppo di studenti e cittadini non ha iniziato a interessarsi alle condizioni in cui questo chiostro versava, chiedendo in primo luogo un intervento di riqualifica. Quando finalmente la regione ha acquisito la proprietà dal demanio – in forza di un progetto che prevedeva un investimento di 5milioni – non si sono fatte attendere voci di ulteriori chiusure e lottizzazioni, insieme alla trasformazione delle aule al primo piano in uffici contro il palese interesse dei suoi frequentanti.
Il primo auspicato intervento è arrivato solo quest’estate: il chiostro è stato trasformato per tre mesi in un cantiere per i lavori di installazione dell’impianto di irrigazione e di posa di un nuovo manto erboso. Sorvoliamo sulla perplessità che possono destare le cifre di questi lavori: 57.000 euro per 5/6 giorni di lavori con 4 operai, su un totale di 3 mesi di cantiere (terra rivoltata, reti metalliche, accesso vietato da luglio a settembre).Abbiamo pure accettato di buon grado la temporanea chiusura del chiostro al pubblico: l'erbetta per ben crescere va ben curata!, siamo d’accordo. Ma quando il temporaneo minaccia di diventare realtà permanente occorre iniziare a studiare e ad organizzarsi.
Ora è trascorso il periodo di “assestamento” del prato, e per la terza volta la rete metallica da noi rimossa è stata prontamente sostituita: risulta così evidente l’intenzione del DSU di erigere un cancello stabile per interdire l'accesso al chiostro e separare un altro luogo della città ai suoi abitanti: da pubblico a privato, cioè - letteralmente - privato al pubblico.
Appare ben chiara quale sia la linea di condotta dell'amministrazione regionale (che ben rispecchia quella comunale, pedissequa ancella della nazionale): gli spazi non devono essere pubblici, i cittadini non sono in grado di gestirli; gli spazi devono essere chiusi, amministrati per scopi privati, utili a far cassa.
Un cancello è una conferma che i confini, prima che materiali, sono nella mente e nelle azioni di chi amministra la cosa pubblica (una marmaglia di burocrati che fanno del liberismo selvaggio l'apologia del degrado cittadino), come se gestisse un’azienda privata.
Noi vogliamo che il chiostro di Sant'Apollonia resti aperto, comune ed accessibile a tutti. Vogliamo che sia gestito in modo trasparente e rispettoso. Vogliamo che la gestione di un bene comune sia occasione di crescita di percorsi partecipativi e non di chiusure e arretramenti sociali e culturali.
Per questo invitiamo cittadini, studenti e lavoratori LUNEDI 3 OTTOBRE alle 17 negli spazi comuni della Polveriera, per decidere insieme quale dovrà essere la migliore via per far sì che questa volontà possa realizzarsi.
L'Assemblea della Polveriera
mercoledì 28 settembre 2016
"CONTRO LA SCUOLA DEL REGIME E DEI PRESIDI PADRONI: LA CULTURA NON E' MERCE" ven 30 settembre
CONTRO LA SCUOLA DEL REGIME E DEI PRESIDI PADRONI: LA CULTURA NON E' MERCE!!!!
VENERDI 30 SETTEMBRE ORE 21 PRESSO LA POLVERIERA VIA SANTA REPARATA
Il mondo della scuola è attraversato sempre più da abusi e prevaricazioni da parte di chi detiene il potere nei confronti di tutte le componenti: studenti, lavoratori, genitori.
L'anno scolastico è iniziato e la legge 107, conosciuta come la “buona scuola” rivela il suo vero volto: affossare la cultura e l'istruzione rendendo la scuola uno strumento a servizio del profitto e del regime, per la repressione di ogni libero pensatore e di ogni dissenso.
Il comma 1 della 107 parla di una scuola capace di garantire il libero sviluppo delle diverse individualità e di limitare la dispersione e l'abbandono scolastico. Frasi demagogiche che mistificano la realtà di molti istituti professionali, tecnici e di molte scuole medie: classi in sovrannumero, mediamente con 2 studenti tutelati dalla legge 104.
Si parla di pari opportunità da offrire agli studenti e di oltrepassare le differenze socio-culturali mentre invece di fatto SI FINANZIANO SCUOLE PRIVATE e si sottopongono i percorsi di studio alle esigenze delle imprese.
L'alternanza scuola-lavoro non insegna nuove competenze ma ha un solo obiettivo: fornire manodopera gratis ai privati che conformemente al comma 29 avranno sempre più potere di agire sulla scuola e come ben dimostrano la maggior parte degli stage effettuati negli istituti professionali.
Studenti e famiglie che demagogicamente vengono chiamati a cooperare per la crescita della scuola sono costantemente truffati da presidi che spacciano come tasse contributi volontari sempre più cari. Presidi che sempre più sono considerati “meritevoli” sulla base di quanto risparmiano.
La 107 soffoca ogni possibile contestazione rendendo ricattabili i docenti neo-assunti. Chi contesta l'autorità, ossia il preside, rischia di esser messo in mobilità sull’intero territorio nazionale.
Progetti regionali e nazionali che investono ed investiranno scuola ed università il cui unico reale obiettivo è quello di garantire tanti soldi ai vertici delle pubbliche amministrazioni e di agevolare i poteri economici. Progetti che usano tanti soldi pubblici mentre si continua a tagliare istruzione e sanità e a non affrontare l'emergenza abitativa.
I SOLDI CI SONO MA FINISCONO SEMPRE NELLE STESSE TASCHE!!!!
VENERDI 30 SETTEMBRE ORE 21 PRESSO LA POLVERIERA VIA SANTA REPARATA
Il mondo della scuola è attraversato sempre più da abusi e prevaricazioni da parte di chi detiene il potere nei confronti di tutte le componenti: studenti, lavoratori, genitori.
L'anno scolastico è iniziato e la legge 107, conosciuta come la “buona scuola” rivela il suo vero volto: affossare la cultura e l'istruzione rendendo la scuola uno strumento a servizio del profitto e del regime, per la repressione di ogni libero pensatore e di ogni dissenso.
Il comma 1 della 107 parla di una scuola capace di garantire il libero sviluppo delle diverse individualità e di limitare la dispersione e l'abbandono scolastico. Frasi demagogiche che mistificano la realtà di molti istituti professionali, tecnici e di molte scuole medie: classi in sovrannumero, mediamente con 2 studenti tutelati dalla legge 104.
Si parla di pari opportunità da offrire agli studenti e di oltrepassare le differenze socio-culturali mentre invece di fatto SI FINANZIANO SCUOLE PRIVATE e si sottopongono i percorsi di studio alle esigenze delle imprese.
L'alternanza scuola-lavoro non insegna nuove competenze ma ha un solo obiettivo: fornire manodopera gratis ai privati che conformemente al comma 29 avranno sempre più potere di agire sulla scuola e come ben dimostrano la maggior parte degli stage effettuati negli istituti professionali.
Studenti e famiglie che demagogicamente vengono chiamati a cooperare per la crescita della scuola sono costantemente truffati da presidi che spacciano come tasse contributi volontari sempre più cari. Presidi che sempre più sono considerati “meritevoli” sulla base di quanto risparmiano.
La 107 soffoca ogni possibile contestazione rendendo ricattabili i docenti neo-assunti. Chi contesta l'autorità, ossia il preside, rischia di esser messo in mobilità sull’intero territorio nazionale.
Progetti regionali e nazionali che investono ed investiranno scuola ed università il cui unico reale obiettivo è quello di garantire tanti soldi ai vertici delle pubbliche amministrazioni e di agevolare i poteri economici. Progetti che usano tanti soldi pubblici mentre si continua a tagliare istruzione e sanità e a non affrontare l'emergenza abitativa.
I SOLDI CI SONO MA FINISCONO SEMPRE NELLE STESSE TASCHE!!!!
-PER CONTINUARE IL PERCORSO
COMINCIATO CON L’ASSEMBLEA DEL 9 GIUGNO 2016
-PER DARE RISPOSTE CONCRETE ALLE
TANTE SITUAZIONI DI ABUSO E PREVARICAZIONE DI CUI QUELLO DELLA SCUOLA DATINI DI
PRATO E QUELLO DELL’ISA DI FIRENZE SONO SOLO DUE ESEMPI TRA I TANTI
-PER COSTRUIRE UN COORDINAMENTO
UNITARIO DI LOTTA DI TUTTE LE COMPONENTI DEL MONDO DELLA SCUOLA (LAVORATORI,
STUDENTI, GENITORI).
TROVIAMOCI IN UNA
NUOVA ASSEMBLEA
“CONTRO LA SCUOLA DEL REGIME E DEI PRESIDI
PADRONI: LA CULTURA NON E' MERCE!!!!”
VENERDI 30 SETTEMBRE ORE 21
PRESSO LA POLVERIERA VIA SANTA REPARATA...
Organizzano Unicobas Fi, CUB Fi,
USI Sanità Fi, La Polveriera, Gruppo Anarchico Azione Diretta...
venerdì 9 settembre 2016
Report e conclusioni dell'assemblea toscana delle realtà antagoniste
REALTA' INTERVENUTE:
- Sars Viareggio
- USB Toscana
- Eurostop Toscana
- Polveriera Firenze
- Rete dei Comunisti Toscana
- Brigata sociale antisfratto Viareggio
- Area Globale Massa
- Giovani Comunisti Siena
- Torpedo Lucca
- (ex) Occupazione di Via Toselli Firenze
- Cantiere Sociale Viareggio
- Collettivo SUM Firenze
- Centro di Documentazione Gino Menconi Massa
- Collettivo Bujanov Valdarno
- Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi
- Prato (realtà in formazione)
- Rep. Viareggina
- Circolo Partigiani Sempre Viareggio
- USB Pisa
- Casa Rossa Occupata Massa
REALTA' CHE HAN DATO L'ADESIONE MA NON INTERVENUTE:
- Collettivo Scienze Politiche Firenze
- Rete dei collettivi Fiorentini
- Collettivo K1 Macchiavelli-Capponi Firenze
- Biblioteca Archivio Germinal Carrara
- Cip S.Concordio Lucca
- CSOA Macello Pistoia
CONCLUSIONI:
La
controparte è forte, organizzata e dispone della forza della
repressione, dell'arroganza dei governanti e della servitù dei fascisti.
Tuttavia, nonostante i rapporti di forza davvero sfavorevoli, i
compagni sono tanti, anche se spesso disgregati, qualche volta
sfiduciati, molto spesso divisi. Le differenze, che nessuno ovviamente
si sogna di appiattire, non sono così grandi da impedirci di essere
dalla stessa parte della barricata. Partire da questo presupposto può
essere il primo passo per iniziare un percorso comune
- Sars Viareggio
- USB Toscana
- Eurostop Toscana
- Polveriera Firenze
- Rete dei Comunisti Toscana
- Brigata sociale antisfratto Viareggio
- Area Globale Massa
- Giovani Comunisti Siena
- Torpedo Lucca
- (ex) Occupazione di Via Toselli Firenze
- Cantiere Sociale Viareggio
- Collettivo SUM Firenze
- Centro di Documentazione Gino Menconi Massa
- Collettivo Bujanov Valdarno
- Collettivo Autonomo Studenti Lucchesi
- Prato (realtà in formazione)
- Rep. Viareggina
- Circolo Partigiani Sempre Viareggio
- USB Pisa
- Casa Rossa Occupata Massa
REALTA' CHE HAN DATO L'ADESIONE MA NON INTERVENUTE:
- Collettivo Scienze Politiche Firenze
- Rete dei collettivi Fiorentini
- Collettivo K1 Macchiavelli-Capponi Firenze
- Biblioteca Archivio Germinal Carrara
- Cip S.Concordio Lucca
- CSOA Macello Pistoia
PREMESSE:
Dalle varie realtà organizzate è arrivato in generale un apprezzamento
per l'idea, sintomo di una necessità: quella di approfondire le
relazioni e di ragionare collettivamente, provando perché no a costruire
attraverso passaggi intermedi un qualcosa di più formale e di più
duraturo nel tempo. Che cosa costruire, sarà il tempo a dirlo e la
capacità collettiva di andare oltre le proprie aree di appartenenza.
Da parte di molti, tuttavia, si è sottolineata la difficoltà storica di
provare esperienze ricompositive, segno della consapevolezza comune che
un percorso di questo genere può esistere solo a partire dal pieno
rispetto delle singole realtà, delle loro appartenenze, delle loro
pratiche.
Il termine chiave sottolineato in molti interventi è "umiltà". L'umiltà
di provare ad abbandonare steccati divisori e di non imporre nulla se
non il proprio odio per il Capitalismo e per lo stato di cose presenti.
TEMI AFFRONTATI:
Il ragionamento politico di fondo, condiviso in vari interventi, è
partito da un'analisi della situazione italiana, all'interno dello
scenario dell'Unione Europea e nello scacchiere imperialista
internazionale, per approdare alle specificità della regione Toscana,
vista come laboratorio di sperimentazione di politiche poi adottate dal
governo centrale.
Sulla questione Ue in particolare sono emerse due posizioni distinte: da
una parte chi la vede come nemico centrale e cornice entro la quale
avvengono le politiche di austerity; dall'altra chi non la nomina e, pur
considerandola ovviamente parte del problema, la considera parte del
contesto imperialista internazionale.
Nei temi chiave come lavoro, casa, Istruzione, Sanità e diritto agli
spazi, si è individuato nel Pd il principale nemico, e attualmente
l'attuatore delle politiche di lacrime e sangue che ci aggrediscono.
Ognuna delle realtà intervenute ha descritto le proprie lotte,
auspicando una maggiore comunicazione fra realtà territorialmente così
vicine, sia dal punto di vista pratico (reciproco sostegno in caso di
bisogno), sia da quello teorico (maggiore condivisione di idee, di
approfondimenti, di conoscenze e di pratiche), insistendo comunque
sull'eterogeneità come valore e non come ostacolo.
Un tema su tutti ha avuto una particolare centralità nei vari
interventi, quello del referendum costituzionale. Molti degli
intervenuti hanno sottolineato l'importanza di questo appuntamento: per
alcuni non tanto per il tema in sé, quanto piuttosto perché visto come
banco di prova dell'attuale governabilità e terreno proficuo in cui
costruire un blocco sociale di opposizione; per altri anche il tema in
sé è fondamentale perché potenziale causa di ulteriori e ben più
pervasive limitazioni di libertà e di spazi di agibilità per noi.
Un discorso a parte merita un altro dei temi emersi, l'Antifascismo. Su
questo terreno molti degli intervenuti hanno trovato già in passato
momenti collettivi di condivisione e rimane un ambito centrale. Tuttavia
si è anche sottolineato il fatto che quello è un po' un "sovra-tema" e
che fermo restando il terreno dell'Antifascismo militante,
l'Antifascismo politico lo si persegue nell'attività quotidiana nei
terreni sociali e delle contraddizioni della società.
Un tema che non è stato affrontato, ci auguriamo per semplice
dimenticanza, è quello dell'immigrazione, e si auspica fin da subito di
inserirlo in una prossima eventuale occasione.
PROPOSTE
EMERSE:
Innanzitutto, come già detto in precedenza, la necessità di approfondire
i rapporti: guardarsi in faccia, conoscersi, scambiarsi esperienze di
lotte e di vita è vista come condizione imprescindibile anche solo per
iniziare un percorso del genere.
Più nel concreto le proposte sono state queste:
- organizzare incontri seminariali e di reciproca conoscenza nelle città
che hanno una particolare esperienza su un tema
- realizzare un gruppo virtuale su fb (e una mailing list) di raccordo
fra le varie realtà. Il gruppo e la mailing list sono già in creazione
quindi chiediamo ad ogni realtà di lasciarci contatti fb o indirizzi
mail.
- individuare già nel terreno del referendum un primo banco di prova per
approfondire un discorso comune
- proporre una prossima assemblea più operativa per il mese prossimo,
che sia primo appuntamento in cui verificare le possibilità di questo
percorso. Come Casa Rossa proponiamo come data domenica 10 ottobre e
come luogo Lucca o Firenze
- come Casa Rossa ci proponiamo di realizzare una sorta di tour nelle
varie città e presso le varie realtà intervenute (e non solo) per
confrontarci meglio su quanto emerso
CONCLUSIONI:
La
controparte è forte, organizzata e dispone della forza della
repressione, dell'arroganza dei governanti e della servitù dei fascisti.
Tuttavia, nonostante i rapporti di forza davvero sfavorevoli, i
compagni sono tanti, anche se spesso disgregati, qualche volta
sfiduciati, molto spesso divisi. Le differenze, che nessuno ovviamente
si sogna di appiattire, non sono così grandi da impedirci di essere
dalla stessa parte della barricata. Partire da questo presupposto può
essere il primo passo per iniziare un percorso comunesabato 3 settembre 2016
INCONTRO FRA REALTA’ ANTAGONISTE DELLA REGIONE TOSCANA
Quest’estate si conclude per tutte e tutti noi con una gran
voglia di guardare avanti. Scuole e università riaprono, le ferie per molti
sono finite, per molti altri mai iniziate.
Non è facile avere il coraggio di guardarsi indietro in
questo 2016: l'escalation terroristica in Europa, fatta di speculazioni
giornalistiche e stati di emergenza; l'aggressione imperialista ai popoli del
medio-oriente; le migliaia di morti in mare e le persecuzioni sui migranti da
parte di Stato e trafficanti d'uomini; la governance
europea e renziana che continua a mangiare pezzi di stato sociale fino a
tentare l'arrembaggio al boccone più prelibato, la Costituzione.
Sembrerebbe che quest'anno non porti niente di buono. Tanto
che alcuni di noi, fratelli, sorelle, amic* e compagn*, decidono di partire:
chi migrando in altro paese per cercare un lavoro migliore, chi per dedicarsi
generosamente alle calamità (umane) di Amatrice, di Ventimiglia, di Lampedusa o
Lesbo.
Come Polveriera, come collettivo d'autogestione, guardiamo a questo nuovo autunno con interesse.
Decidiamo di ripartire dando ancor più forza all'autogestione del Chiostro, con iniziative di reale auto-recupero degli spazi, e rilanciando i vari progetti che dalla Polveriera sono nati o che comunque hanno attraversato i nostri spazi. Per questo vi invitiamo a dare un'occhiata al blog ed a passare lunedì alle 19.00 all'assemblea di gestione.
Ma questo comunicato ha lo scopo di condividere con chi ci segue quello che sarà secondo noi un primo importante appuntamento per il nuovo ciclo che si avvia con questo settembre.
Parteciperemo infatti – ed invitiamo chiunque sia interessato a contattarci per raggiungerla insieme – all'Assemblea Toscana lanciata dal C.S.O.A. Casa Rossa occupata a Massa, domenica 4 settembre: «In un contesto nazionale e internazionale drammatico, che vede uno stato di guerra permanente e di conseguente controllo repressivo, una diffusione capillare della povertà, una progressiva accentuazione delle differenze di classe e la scomparsa delle forme tradizionali di lotta politica, esistono delle specificità territoriali significative di cui tener conto. In particolare, noi viviamo sulla nostra pelle, in tutta la sua dirompenza, il modello toscano, con le sue contraddizioni in cui infilarsi, ma con la sua forza e pervasività a tutti i livelli».
Seppure condividendo le nostre preoccupazioni per la fase storica che stiamo attraversando, la Casa Rossa chiede a noi tutt* uno sforzo di ricomposizione dei movimenti sociali e delle lotte che «lungi dall'ipotizzare appiattimenti teorici o falsi tentativi di omogeneizzazione, riesca almeno a proporre delle mediazioni sui terreni comuni. La controparte è forte, organizzata e possiede armi che noi ci sogniamo (dai soldi, ai mezzi d'informazione, dalla polizia, ai governi). Noi possiamo contrapporre la generosità del nostro impegno e la radicalità di chi sta dalla parte della ragione, ma com'è ovvio questo non basta».
Cosa sarà necessario attivare lo decideremo insieme. Ma è evidente che individualmente e localmente non possiamo cambiare le cose, se contemporaneamente non stringiamo relazioni solidali, se non ci coordiniamo con chi come noi dedica il proprio tempo, la propria intelligenza e le proprie forze alla resistenza ed alla trasformazione della realtà, per un’alternativa che da qui ed ora, guardi al futuro senza paura.
qui l'appello per lanciare l'assemblea di domenica 4 settembre alle ore 16: https://fornoantifascista.wordpress.com/programma/dibattiti/
TUTT* A MASSA!
venerdì 24 giugno 2016
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PER SANT'APOLLONIA
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA PER
SANT'APOLLONIA
Invitiamo
a partecipare all'assemblea di mercoledì 29 alle ore 16 tutte/i
le/gli interessate/i al complesso di Sant'Apollonia.
Il
complesso è di proprietà regionale ed ospita, su via S. Reparata,
la mensa universitaria, un chiostro e, da due anni, La Polveriera.
Dal 10
Giugno il Chiostro, patrimonio del quartiere e della comunità
studentesca che da decenni lo vive, è inaccessibile per dei lavori
di riqualifica.
Di certo
non possiamo che essere contenti della seppur tardiva iniziativa
della Regione.
Ciò che
ci preoccupa è COME e PERCHE' questi lavori si stanno svolgendo:
- nessuna trasparenza sui tempi e le modalità di svolgimento. Trattandosi di un luogo pubblico dovrebbe esserne visionabile il progetto, ma pare che né Regione né DSU conoscano il progetto.
- La volontà, esplicitamente espressaci, di installare un secondo cancello che chiuderebbe l'accesso al cortile rendendolo mero “giardinetto” per i buffet e le conferenze private che si svolgono nell'Auditorium.
Al fine
di INFORMARE la comunità abbiamo indetto un'assemblea invitando
- i responsabili della Regione Toscana e dell'azienda regionale per il Dirito allo Studio
- le rappresentanze sindacali dei lavoratori della mensa universitaria (in appalto a CIR food)
- le rappresentanze studentesche
- le rappresentanze di Quartiere 1
Sul
sito lapolveriera.blogspot.it maggiori informazioni sulla situazione
del complesso di Sant'Apollonia e sui suddetti lavori.
Rinnoviamo
il nostro invito a partecipare a tutti, lavoratori, studenti ed
abitanti del quartiere.
Mercoledì
29 alle ore 16, Chiostro di Sant'Apollonia, via Santa Reparata 12
lunedì 2 maggio 2016
Assemblea cittadina DIFENDIAMO IL TERRITORIO E LA SALUTE Mercoledì 4 Maggio
Assemblea mercoledì 4 Maggio ore 21:00 presso lo Studentato di via Ponte di Mezzo 27
AULA PIANO TERRA
C.S.A. Next Emerson, Occupazione via del Leone e La Polveriera Spazio comune chiamano tutte e tutti le/gli interessate/i alla manifestazione CONTRO GLI INCENERITORI del 14 MAGGIO 2016 ad organizzare uno spezzone cittadino contro la svendita della città, le nocività e per il diritto alla città.
La città di Firenze sta subendo trasformazioni sulle quali noi, cittadini ed abitanti di Firenze, non abbiamo alcuna voce in capitolo.
Non solo sulla cantierizzazione di intere aree di città per opere di dubbia utilità e realizzazione, ma anche e soprattutto l'eliminazione di servizi essenziali (presidi sanitari in centro, tagli e privatizzazione del trasporto pubblico...), sulla svendita di edifici ed aree pubbliche, sul degrado delle aree verdi... su tutto questo i comitati ed i collettivi in città sono sempre stati corpi vivi rispetto ad un'amministrazione interessata solamente a gestire bilanci di tagli al sociale e spartizioni d'appalti.
Ed è su un'opera incombente come quella del nuovo inceneritore di case passerini che il 14 maggio si dovrà esprimere tutta quella città viva che lotta contro la speculazione, la svendita della città e l'inquinamento selvaggio.
Solo un anno fa da Campi Bisenzio un corteo di oltre 10mila persone ha raggiungo il Palazzo della Regione Toscana in via di Novoli, per affermare che sulla salute non si specula.
Per quell'occasione vogliamo costruire un percorso cittadino contro l'inceneritore, ma anche contro la svendita della città, le grandi opere inutili e le nocività.
sabato 14 febbraio 2015
mercoledì 4 febbraio 2015
su laRepubblica del 29 gennaio
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sabato 31 gennaio 2015
Il Punto su Sant'Apollonia fino a gennaio
Fin da quando, a maggio, La Polveriera
ha aperto gli spazi di Sant'Apollonia, le istituzioni hanno preso
subito una posizione chiara: questi locali dovevano rimanere chiusi.
Di fatti la linea scelta a caldo dal DSU è stata di sigillare
maldestramente l'ingresso con qualche trave improvvisata e niente
più.
Allora, come nel decennio precedente, i
rapporti col DSU erano praticamente inesistenti. I collettivi
universitari, in particolar modo quelli presenti nel centro storico,
per anni hanno portato avanti la vertenza sul plesso di
Sant'Apollonia, sia sul servizio della mensa, sia sullo stato di
abbandono dell'intero chiostro ma tutto ciò che è stato ottenuto è
stato rendersi conto della disarmante incapacità per le istituzioni
di concepire un progetto concreto che potes
se avere come finalità la
rinascita di questo luogo.
Le motivazioni di allora sono le
medesime del presente: un servizio di ristorazione funzionale, la
necessità di aule studio a disposizione degli studenti e la
riqualificazione di un patrimonio culturale abbandonato a sé stesso.
Le uniche risposte ci sono state solo
negli ultimi anni: il cambio di appalto gestionale della mensa con
relativa ristrutturazione dei locali interessati, che ha causato
grossi disagi al servizio per almeno un anno intero e proponendo un
risultato che di migliorativo ha poco o nulla, e l'apertura di una
misera aula studio al piano terra riempita con una trentina di sedie.
In breve, un vero dialogo, se non
limitato, tramite le rappresentanze studentesche, non c'è mai stato
fino all'apertura di questi spazi.
Passando all'azione, abbiamo pensato
che la soluzione migliore fosse mettere le istituzioni davanti al
fatto compiuto: La Polveriera è aperta e si adopera dove voi finora
non avete potuto e voluto.
All'inizio dello scorso ottobre abbiamo
inviato una mail alle personalità che ritenevamo dovessero
interessarsi alla situazione di Sant'Apollonia per intavolare insieme
un dialogo. I destinatari sono stati: il direttore del DSU, il
presidente della Regione Toscana, il rettore dell'Ateneo fiorentino e
il presidente del comitato di quartiere Q1.
Fra il silenzio del rettore e la lavata
di mani del presidente del comitato di quartiere, che letteralmente
ha dichiarato di non essere “il soggetto deputato ad intervenire”,
dopo un mese abbiamo ricevuto una risposta dall'assessorato
all'istruzione in cui, sollecitato dalla segreteria della presidenza
della regione, si chiedeva un incontro con l'Assemblea occupante.
Fra convocazioni, rinvii e incontri
ufficiosi si è creato un dialogo che può essere riassunto nei
seguenti punti:
1- il DSU ha intenzione di presentare
un progetto di riqualifica del plesso alla Regione in modo tale da
garantirsi il passaggio di proprietà dal Demanio;
2- la riqualifica consiste in un
ampliamento della mensa, spostamento degli uffici DSU nel plesso,
creazione di sportelli front-office per le relazioni con gli
studenti, l'adeguamento di un locale ad aula studio e
nell'eventualità di poter aver disponibile l'intero plesso (da
notare bene: l'utilizzo degli spazi del plesso è spezzettato fra
regione, l'ex circolo degli ufficiali e la Fondazione Toscana
Spettacolo) anche la creazione di alloggi studenteschi;
3- in tutto ciò la Polveriera non ha
modo di esistere, né come realtà (in quanto non riconosciuta
giuridicamente) né come spazio (in quanto da subito ci hanno
comunicato che questi locali non godono dell'agibilità), quindi deve
chiudere.
Come atto di fiducia alla loro
intenzione di iniziare seriamente questo progetto, l'Assemblea aveva
deciso di chiudere temporaneamente le stanze al pubblico e
collaborare al progetto a patto che si prendessero in considerazione
alcune questioni, come: la necessità di un luogo in cui la vita
studentesca possa articolarsi in uno spazio che permetta cultura e
socialità, prendendo esempio anche da altre realtà nazionali dove
la gestione di alcuni spazi del DSU è affidata direttamente agli
studenti; la necessità di pensare seriamente ad una
internalizzazione del servizio mensa e di valutare la collaborazione
con realtà locali autonome specializzate nel recupero degli spazi
prima di aprire bandi e concedere soldi a enti privati per la
riqualifica.
Tutto è rimasto in sospeso così, in
attesa di nuovi aggiornamenti che sarebbero giunti con l'inizio del
nuovo anno.
E le novità sono giunte.
L'unico problema è che non sono state
delle vere novità: a quanto pare la nuova amministrazione (sia del
DSU che dell'Assessorato) ignorava l'esistenza di una pratica tra
Regione e Demanio sul plesso di Sant'Apollonia già dal 2011 e
arenata col cambio di guardia.
L'esistenza di questa pratica, che in
parole spicciole è un progetto che cerca semplicemente di definire
ufficialmente l'odierna lottizzazione e mal gestione del plesso,
motivi per cui i collettivi universitari si sono sempre interessati
alla causa, rende totalmente vano ogni dialogo instaurato negli
ultimi due mesi perché annullarla significherebbe ripartire da capo.
Qualcuno paragonerebbe una situazione
del genere al gioco delle tre carte. Come è possibile che gli
assessori Bobbio e Nocentini non sapessero di questa pratica? Cosa
significa che non si può ripartire da capo quando già era stata
manifestata (anche se solo verbalmente) l'intenzione di lavorare su
questo nuovo progetto? Perché portare avanti un vecchio progetto
finora fallimentare trasformando un luogo pubblico e potenzialmente
vivace in una sede di sterili uffici?
Un pensatore malizioso riflettendo su
questi fattori li considererebbe semplice fumo negli occhi, atto a
garantire la perseveranza dell'istituzione a continuare
progressivamente sulla strada percorsa nell'ultimo decennio:
svalutare l'intero plesso, svuotarlo dalla vita studentesca e portare
avanti senza complicazioni un progetto speculativo che possa
permettere al miglior offerente una radicale trasformazione del luogo
e della sua funzione, togliendolo illegittimamente al diritto allo
studio e al quartiere, in nome della nuova politica economica
cittadina.
Per questo siamo qui e per questo
riteniamo che la gestione degli spazi pubblici, di questo spazio,
debba essere costruita quotidianamente dal basso, dagli studenti e
dai cittadini stessi, attraverso percorsi partecipati e democratici.
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Qui potete trovare l'invito all'incontro con gli assessori e il presidente della regione toscana che abbiamo indetto per il 14 febbraio a seguito dell'assemblea che si è svolta lo scorso 31 gennaio:
DIRITTO ALLO STUDIO, DIRITTO ALLA CITTA'
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Qui potete trovare l'invito all'incontro con gli assessori e il presidente della regione toscana che abbiamo indetto per il 14 febbraio a seguito dell'assemblea che si è svolta lo scorso 31 gennaio:
DIRITTO ALLO STUDIO, DIRITTO ALLA CITTA'
mercoledì 24 dicembre 2014
Diario di Bordo - sei mesi dopo
23 Dicembre 2014
A
settembre abbiamo inviato una e-mail
di denuncia a tutti i
rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella gestione di
Sant’Apollonia (DSU, Regione, Comune, Quartiere), chiedendo chiarimenti
sull'umiliante passato recente del plesso e pretendendo un impegno per
il suo futuro,
informandoli quindi della costituzione dell’Assemblea. Siamo
stati così invitati dall’Assessore Regionale Emanuele Bobbio ad un
primo incontro di semplice conoscenza durante il quale abbiamo
presentato le rivendicazioni avanzate negli anni dai collettivi
universitari - ribadite anche in un secondo incontro informale - e
che possiamo sintetizzare così: la restituzione alla comunità della
possibilità di vivere Sant’Apollonia e la riqualifica del chiostro, che
dall'attuale stato di decadenza possa tornare a essere un luogo
pubblico e un punto di riferimento nel quartiere.
Quello che
proponiamo oggi tramite la riappropriazione e l’autogestione
comune tra studenti, lavoratori e abitanti del quartiere, è la
concreta possibilità di lavorare attivamente alle soluzioni creando
un luogo di socialità alternativo, vivo e propositivo.
Alcune
settimane dopo quest'incontro, a fine novembre, la notizia
dell’occupazione dell’intero chiostro per l’organizzazione del
mercato contadino li ha allertati a tal punto da indurli a
intervenire per dissuaderci minacciando lo sgombero delle stanze
occupate. Siamo riusciti a evitarlo garantendo la temporanea chiusura
delle stanze (da loro giudicate inagibili) a patto che entro la fine
dell’anno ci venissero presentati progetti concreti sul futuro del
chiostro con la dimostrazione di una seria presa d’impegno.
Di
conseguenza il 23 dicembre, a sette mesi complessivi dalla nascita
dell’Assemblea della Polveriera, abbiamo incontrato per la seconda
volta l’Assessore Regionale insieme al nuovo Direttore del DSU
Francesco Pierulli, i quali ci hanno esposto la prima bozza di
progetto di riqualifica del chiostro: se attualmente la maggior parte
del complesso è inutilizzato o indebitamente impiegato per uffici,
le intenzioni mostrate sono quelle di ristrutturare interamente il
primo piano per allargare la sala della mensa, allestire delle aule
studio e addirittura ospitare una residenza studentesca, mentre per
quanto riguarda il piano terra è previsto un ingente investimento
per rimettere a nuovo il giardino e per trasferire gli uffici
amministrativi e di front-office per studenti. Apparentemente
entusiasmante. E sembra che i tempi di realizzazione non saranno
troppo lunghi, giusto il tempo di reperire otto-nove milioni di euro...
Com’è possibile tutto questo? Com’è che dopo anni di disinteresse, proprio ora, in tempo di elezioni, si promette tutto ciò? È
evidente che il progetto proposto è mera propaganda se lo dobbiamo
considerare nell'ottica della prossima campagna elettorale per le
elezioni regionali toscane, ma soprattutto resteranno parole al vento
se non insisteremo maggiormente con la strada che abbiamo deciso di
intraprendere: un progetto di riappropriazione e autogestione che
deve essere costruito con la pratica della democrazia diretta,
lontano dai macchinosi processi burocratici che impediscono una sana
ed efficace gestione della cosa pubblica, così da coinvolgere
direttamente la comunità a interessarsi dei propri spazi e delle
proprie vite.
Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alle riunioni dell'Assemblea e alle iniziative della Polveriera, in vista di un prossimo incontro pubblico nel quale costruiremo collettivamente il progetto per una nuova Sant'Apollonia.
Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alle riunioni dell'Assemblea e alle iniziative della Polveriera, in vista di un prossimo incontro pubblico nel quale costruiremo collettivamente il progetto per una nuova Sant'Apollonia.
L’Assemblea della Polveriera
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martedì 21 ottobre 2014
Assemblea cittadina STOP JOBS ACT
COS'È IL JOBS ACT? COME POSSIAMO FERMARLO?
Davvero il Jobs Act parla "solo" di Articolo 18 come dicono i media? O forse c'è qualcosa di più?
Demansionamento, videosorveglianza per tenere sotto controllo lavoratori e lavoratrici, precarietà diffusa ed estesa a tutte e tutti... Know your enemy significa conoscere chi ci colpisce, perchè e come. Per capire ed organizzarsi.
Qui il documento che ne analizza i punti principali, redatto dal Collettivo di Lettere e Filosofia
L'invito è esteso a tutti, dai sindacati di base ai collettivi studenteschi universitari, ognuno secondo le proprie possibilità: VERSO LO SCIOPERO SOCIALE!
#STOPJOBSACT
#14N
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