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giovedì 3 novembre 2016

MACHINE FUNK UNCHAINED - 6 novembre 2016

MACHINE FUNK UNCHAINED

6 novembre 2016

11:00 - 22-00
Jam session di musica elettronica
open table, open mic, open floor, live painting, freeform video projection

18:30 - 22:00
Machine Funk Soundsystem DJ Set
p-flex - ciori - lore j - thx - uaui - bolna (es drum) - léon p (numa crew) & friends of the machine

18:30 - 21:00
Durante la giornata sarà presente un banchetto informativo con un po' materiale a riguardo.

POCHE REGOLE
1) AUTORGANIZZAZIONE
Porta la tua macchina, drum machine, synth, computer, tablet, ricordati di portare tutti i cavi necessari a connetterla, il mixer da studio che utilizziamo accetta ingressi jack grande mono, porta adattatori se usi cavi RCA. Quando arrivi, domanda, ascolta, cerca di capire il mood della jam.
2) CONTEGNO
Riduci la tua polifonia, se hai una drum machine e non sei il solo usa due voci al massimo, cerca di capire cosa serve alla jam, manca una linea di basso? fai quella. È inutile avere otto casse e quattro pad che suonano insieme. Il BPM della jam si alzerà progressivamente, ci sarà tempo per più generi.
3) COLLABORAZIONE
Non importi, fai provare la tua macchina agli altri e potrai provare le macchine altrui. Informa e sarai informato. Aiuta e sarai aiutato. La jam è una creatura fragile e si regge sulle spalle dei musicisti, pasci la jam, non mungerla. Prova a fare un genere che non frequenti.
Per chi vuole partecipare noi saremo a montare in Polveriera dalle 10.30 circa, arrivate presto e dateci una mano. La jam si svolgerà su 9 ore e il BPM salirà progressivamente dai 70 ai 140 bpm circa. Vi aspettiamo.

Stage manager: Alessandro Bavasso Mellini
Jam managers: Lorenzo Banchi, Ciòri Marciòri
Group: MACHINE FUNK
Venue: LaPolveriera SpazioComune (http://lapolveriera.blogspot.it/)




venerdì 28 ottobre 2016

4 nov 1966 - 2016, Cinquant'anni dall'alluvione: quello che resta.

A fronte del trionfalismo istituzionale utilizzato per commemorare il cinquantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, sentiamo la necessità di dar vita ad una contro-celebrazione volta a mettere in luce le dinamiche di svendita della città innescatesi in seguito all'evento del 4 novembre 1966. Questo consente di sviluppare riflessioni sullo stato di fatto, sia dal punto di vista sociale che ambientale; inoltre è un’occasione per ribadire l’importanza di una visione integrata del territorio e delle lotte per la sua rivendicazione.
  
PROGRAMMA:

CAMMINATA NEI LUOGHI SIMBOLO DELL’ALLUVIONE
ore 15:00 - 16:30
- Piazza Santa Croce;
- Biblioteca Nazionale;
- Piazza Ciompi

INTERVENTI, DIBATTITO, PROIEZIONE DEL VIDEO "NON SIAMO ANGELI", 
presso La Polveriera Spazio Comune, ore 17:00 - 20:30

Interverranno:
- Roberto Budini Gattai, docente di urbanistica presso l'Università di Firenze, Facoltà di Architettura
- Vincenzo Simoni, Unione Inquilini
- Lorenzo Bargellini, Movimento di Lotta per la Casa
- Sergio Canfailla e Lorenzo Giudici, autori del video "Non siamo angeli"

CENA POPOLARE IN POLVERIERA  + MUSICA DAL VIVO, presso La Polveriera Spazio Comune
ore 20:30 - 22.30

martedì 21 giugno 2016

APERIPUNX - Giovedì 23/6

Cambio di location ed ultimissimo appuntamento stagionale targato Collettivo Nuovi Rumori.
Veniteci a salutare prima di andare al mare!

Dalle ore 18.00 aperitivo.
Dalle ore 20.00 concerto con:

 - Sick Times 
https://sicktimes.bandcamp.com/ Old school or not school dalla Germania

 - Disparo AU
https://disparoplayfast.bandcamp.com/ Fastcore da Sidney (Australia)

GRASS1 
Fail punk hardcore da Firenze e dintorni

Lo Scontro Quotidiano 
https://loscontroquotidiano.bandcamp.com/ releases Punk rock semplice per affrontare il logorio della vita moderna -da Firenze.


 ______________________________________________
Sii puntuale, il concerto inizierà realmente dopo l'aperitivo.

mercoledì 13 aprile 2016

il 17 Aprile VOTA Sì contro le Trivelle! FESTA di fine campagna referendaria


ORE 17.30 Mostra fotografica, materiale informativo e video-proiezione sulla lotta No Triv contro trivelle e nocività.

ORE 18.30 Buffet e bar, MUSICA dal vivo e djset 

Venerdì 15 Aprile alla Polveriera ospiteremo la FESTA di chiusura della campagna referendaria organizzata insieme al COMITATO fiorentino SI CONTRO LE TRIVELLE.
Sarà sia un momento di ulteriore rilancio dell'informazione rispetto al referendum in questione, sia una festa, perchè questo referendum stesso è una conquista popolare. Infatti la stessa volontà radicatasi nel Sud Italia, grazie ad una lotta presente sul terreno che ha visto cortei partecipati da decine di migliaia di persone, il 17 Aprile risuonerà in tutto il paese, siamo convinti con una valanga di Sì!

Vogliamo sottolineare l'importanza di questo referendum prima di tutto nel bloccare le concessioni entro le 12 miglia marine, che avrà come effetto materiale il blocco delle trivellazioni in 95 stabilimenti a partire dal 2018 fino al 2035. Questo è un significativo cambio di rotta per la politica energetica di questo paese, che da sempre sovvenziona gli idrocarburi a spese di energie più ecosostenibili.

In secondo luogo si tratta di una tappa della lotta No Triv, una lotta che ha vinto e che dal 17 Aprile si propone di rilanciare e vincere ancora. Affermiamo che questa lotta ha vinto non solo contando i risultati in termini di mobilitazione nelle regioni bagnate dallo Ionio, territori noti per la fuga delle giovani generazioni, l'astensionismo, la disillusione di chi perde il lavoro e di chi soffre la costante depressione economica e corruzione istituzionale del meridione; lo facciamo bensì riferendoci agli arretramenti da parte del Governo Renzi e di alcune compagnie petrolifere.
Ricordiamo infatti che i quesiti originariamente proposti erano 6, ed almeno 2 di questi sono stati bocciati per delle modifiche affrettate e degli emendamenti allo Sblocca Italia palesemente rivolti al depotenziamento di questo referendum.

Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alla serata di chiusura della campagna che partirà dalle ore 18 con mostra fotografica e video proiezioni sulla lotta contro le trivellazioni e le nocività del movimento No Triv, per poi proseguire con un buffet e musica dal vivo fino a mezzanotte, presso La Polveriera Spazio Comune in via S. Reparata 12,

IL 17 APRILE VOTA E FAI VOTARE Sì!


giovedì 10 marzo 2016

MERCATO CONTADINO E DELLE AUTOPRODUZIONI in Polveriera

ogni seconda domenica del mese nel chiostro della Polveriera (via santa reparata 12r firenze ) prende forma il mercato contadino e delle autoproduzioni artigianali.

PROGRAMMA

dalle 9 in poi vendita diretta di ortaggi, frutta, pane e focacce, olio, uova, miele, piante aromatiche, oli essenziali, idromiele, cinta senese e molti altri prodotti.
Ci sarà la possibilità di mettersi in contatto con il gas di quartiere Gas LoSpaccio.

Alle 11
Autogestione della salute: strategie per emanciparsi dalla trappola della medicalizzazione. Esperienze e situazioni a confronto. con Mondeggi Bene Comune e
officine naturali, il laboratorio autogestito del CSOA Forte Prenestino, Roma.
A seguire scambio di opuscoli e materiale informativo. Porta qualche fotocopia e una chiavetta usb.

ore 16
RODA DI CAPOEIRA del gruppo che si allena tutti i giovedi in LaPolveriera SpazioComune

ore 17
RIAPPROPRIAZIONE E AUTOGESTIONE CONTRO IL DESERTO URBANO
dibattito con Ilaria Agostini e Antonio Fiorentino, urbanisti di Per un'altra città, Mamme No Inceneritore, comitati di quartiere e realtà autogestite.

"Nei centri storici desertificati e nelle periferie, la riappropriazione di aree di proprietà pubblica, vuote o in dismissione, è garanzia di rigenerazione urbana e sociale, di inveramento di pratiche dal "basso" e di sperimentazione di autogoverno e autogestione del bene comune.
Fuori i beni comuni dal Mercato!
Riuso sociale delle aree dismesse e dei beni pubblici !

ore 19
GRAN BUFFET per l'aperitivo e ci accompagneranno le sonorità dei Puerto Sureño !!
https://www.youtube.com/watch?v=wv9ywDiuzuI




PRINCIPI DEL MERCATO CONTADINO
_Promuoviamo relazioni economiche eque incentrate sullo scambio, l’interazione, la fiducia e la trasparenza, contro le logiche capitaliste e di sfruttamento delle risorse.
_Promuoviamo la FILIERA CORTA e lo scambio di saperi. Pensiamo che sia un diritto poter portare il cibo nelle città al di fuori della filiera commerciale e della grande distribuzione. I prodotti biologici ma industriali NON hanno niente a che vedere con la salvaguardia della terra.
_I produttori e i trasformatori che partecipano al mercato in Polveriera praticano agricolture senza chimica di sintesi e senza l’uso di prodotti chimici industriali, e comunque limitando il più possibile l’utilizzo anche di quei prodotti permessi dai disciplinari del biologico ma che non salvaguardano la terra, le risorse ed esseri viventi.
_Ogni produttore espone sul banco la propria AUTOCERTIFICAZIONE che costituisce assunzione di responsabilità da parte del produttore rispetto alle caratteristiche di ciò che propone.
_Stiamo inoltre avviando il percorso per rendere operativo il sistema della GARANZIA PARTECIPATA, nel quale il produttore mette a disposizione il proprio campo, orto, azienda, cucina o laboratorio per visite aperte ad altri produttori e consum-attori.
_Difendiamo la libera trasformazione dei prodotti contadini e favoriamo l'abolizione di intermediazioni tra produttore e consumatore.
_Attraverso questo mercato riportiamo VITA in uno spazio abbandonato da anni in pieno centro a Firenze e chi vi partecipa è consapevole di star compiendo un'azione politica ben precisa.

Tutte le decisioni riguardanti il mercato vengono prese con metodo assembleare.
L'assemblea dei produttori è due settimane prima del mercato successivo. per informazioni scrivere a mercatopolveriera@gmail.com

 

sabato 5 marzo 2016

Riappropriazione e autogestione contro il deserto urbano DOM 13


Nell'era della mercificazione globale, gli amministratori si arrendono al diktat neoliberista: "Il bene di tutti nelle mani di pochi". E così città e territorio vengono usati per far cassa. Firenze è in saldo: il sindaco si traveste da piazzista per mercanteggiare e promuovere immobili pubblici e privati alle fiere della speculazione immobiliare.
La lista degli edifici in vendita si allunga di giorno in giorno, di delibera in delibera.
"Cassa Depositi Prestiti" compra e rivende agli amici del rottamatore, che ci speculano.
La Città metropolitana – ex Provincia – presieduta dallo stesso Nardella, mette all'incanto la sede della Questura e la caserma dei pompieri di via La Farina.
Il Demanio smette le caserme.
Le Ferrovie vendono la Leopolda e il "sindaco/mercante in fiera", per l'occasione, cambia verso e si affretta ad acquistare l'edificio simbolo del renzismo galoppante.
La Regione Toscana non è da meno: Rossi si allinea e appende il cartello "Vendesi" su villa Fabbricotti, palazzo Bastogi, villa Basilewsky.

Nei centri storici desertificati e nelle periferie, la riappropriazione di aree di proprietà pubblica, vuote o in dismissione, è invece garanzia di rigenerazione urbana e sociale, di inveramento di pratiche dal "basso" e di sperimentazione di autogoverno e autogestione del bene comune.

Fuori i beni comuni dal Mercato!

Riuso sociale delle aree dismesse e dei beni pubblici !


La Polveriera e CSA nEXt Emerson

venerdì 11 settembre 2015

VII MERCATO CONTADINO E DELLE AUTOPRODUZIONI in Sant'Apollonia 13/9



Ogni seconda domenica del mese nel chiostro di Sant'Apollonia (via Santa Reparata 12r Firenze ) prende forma il mercato contadino e delle autoproduzioni artigianali. 
Che cos'è che contraddistingue questo mercato da tutti gli altri? Ebbene, qua...

_Promuoviamo relazioni economiche eque incentrate sullo scambio, l’interazione, la fiducia e la trasparenza, contro le logiche capitaliste e di sfruttamento delle risorse.
_Promuoviamo la FILIERA CORTA e lo scambio di saperi. Pensiamo che sia un diritto poter portare il cibo nelle città al di fuori della filiera commerciale e della grande distribuzione. I prodotti biologici ma industriali NON hanno niente a che vedere con la salvaguardia della terra.
_I produttori e i trasformatori che partecipano al mercato in Polveriera praticano agricolture senza chimica di sintesi e senza l’uso di prodotti chimici industriali, e comunque limitando il più possibile l’utilizzo anche di quei prodotti permessi dai disciplinari del biologico ma che non salvaguardano la terra, le risorse ed esseri viventi.
_Ogni produttore espone sul banco la propria AUTOCERTIFICAZIONE che costituisce assunzione di responsabilità da parte del produttore rispetto alle caratteristiche di ciò che propone.
_Stiamo inoltre avviando il percorso per rendere operativo il sistema della GARANZIA PARTECIPATA, nel quale il produttore mette a disposizione il proprio campo, orto, azienda, cucina o laboratorio per visite aperte ad altri produttori e consum-attori.
_Difendiamo la libera trasformazione dei prodotti contadini e favoriamo l'abolizione di intermediazioni tra produttore e consumatore.
_Attraverso questo mercato riportiamo VITA in uno spazio abbandonato da anni in pieno centro a Firenze e chi vi partecipa è consapevole di star compiendo un'azione politica ben precisa.
Tutte le decisioni riguardanti il mercato vengono prese con metodo assembleare. L'assemblea dei produttori è due settimane prima del mercato successivo.


DAL POMERIGGIO saranno con noi i DANS LA RUE 

un duo/trio acustico di chitarre e percussioni, che esplora e rivisita varie musiche tradizionali e popolari dal mondo ci porterà in viaggio attraverso varie tradizioni e culture. "Seguiamo le tracce di Bob Brozman (chitarrista/antropologo) portando avanti il suo lavoro di riscoperta della "musica viva. Nella nostra musica cerchiamo di cogliere le caratteristiche vive di queste culture, come la musica e i ritmi sincopati dell' isola de La Reunion (Madagascar), le melodie esotiche dell'India, la musica Hawaiiana e quella Caraibica. Il ritmo, le dinamiche sonore e l'improvvisazione sono ciò da cui nasce la nostra musica, rappresentano ciò che coinvolgerà l'ascoltatore in un viaggio intorno al mondo, tra brani originali e non. Ogni musica ha una storia. Noi ve la raccontiamo, attraverso i suoni, gli strumenti e i ritmi".
- Simone Baggia: Hawaiian steel guitar, charango, chitarra acustica,
ukulele & voce
- Marco Galli: cajon, bongò, shaker & voce
- David Domilici: udu, talkin' drum, caxixi, berimbau

INOLTRE SIAMO LIETI DI INFORMARVI che dal pomeriggio alla sera sarà con noi la
CANTADINA genovese SIMONA UGOLOTTI con lo spettacolo SEMISERI!
Attraverso la storia di una contadina, potremo capire come difendere il nostro futuro, scansando trappole e illusioni. Una contadina che ha partecipato e vissuto questa esperienza e le ha permesso di ridare valore e importanza al proprio mestiere. Dai semi, alla montagna, all'attività' politica, compresa la dura realtà' di questo meraviglioso mestiere, tra voci dal futuro e il suono della falce.
Lo spettacolo e' narrato in maniera originale, tra canzoni e una comicità quasi involontaria che renderà leggeri i luoghi di riflessioni in cui ci ritroveremo insieme.
Oltre allo spettacolo teatrale la cantadina Simona Ugolotti ci accompagnerà con il suo concerto rurale: canzoni originali scritte per raccontar la vita di campagna, canti tratti da un repertorio tradizionale riveduto e ironicamente aggiornato! tra pecore lupi api e asinelli, magiche erbe e storie bellissime, nelle orecchie rimarrà un canto:
SALVA IL CONTADINO SE VUOI BENE AL TUO BAMBINO!



INDICAZIONI STRADALI
Dalla stazione di S. M. N. percorri Via Nazionale contromano fino all'incrocio in Piazza Indipendenza. Gira a destra in via XXVII aprile e alla seconda traversa (a destra) ci trovi.
Da Piazza San Marco (punto di passaggio di tutte le linee ataf) imbocca via XXVII aprile ed è la seconda strada sulla sinistra. Fermata autobus: Santa Reparata

lunedì 8 giugno 2015

presentazione "MURO DI CASSE" di Vanni Santoni + djSet (Venerdì 19 Giugno h. 20)


"...prima di capire che ballare è bello, anzi che il ballo è celebrazione, è rito, è il più elementare abbandono dell’io, i bambini lo sanno, basta che li metti davanti a una cassa e ballano, i bambini senza che nessuno glielo insegni girano su se stessi fino a stordirsi. Quanto ho girato! Facevo le feste già a tre anni, a casa della nonna: non mi si biasimi allora se remo sotto cassa."


(V. Santoni, Muro di Casse)

Venerdì 19 Giugno (ore 20) lo scrittore Vanni Santoni (https://sarmizegetusa.wordpress.com/) sarà ospite in Polveriera per presentare il suo ultimo romanzo: MURO DI CASSE (Laterza), un "romanzo ibrido, che include parti di saggio e reportage, per raccontare, con tre storie concatenate tra loro, quello che è stato il mondo della free tekno e della cultura rave dai primi anni ’90 a oggi, a livello controculturale, musicale, sociale, politico e anche spirituale, ma soprattutto come parte rilevante della vita di tanti giovani e meno giovani per un quarto di secolo, tra momenti d’oro e disfatte, conquiste e repressioni, sogni utopici e fini annunciate."

Un free party è quello che nella vulgata è chiamato comunemente “rave”: una festa interamente autoprodotta e autogestita, assolutamente gratuita, genuinamente anarchica, a base di musica elettronica (techno, ma non solo, ci possono ben essere altri generi e sottogeneri, come breakbeat, frenchcore, drum’n’bass, psychedelic trance, la stessa tribe tekno, che è una versione più veloce, brutale e “artigianale” della techno) e che dura in genere molto più di una serata tradizionale, a volte anche molti giorni, spezzando, con ciò, la divisione tra tempo del lavoro e tempo del divertimento imposta dalla società.

- Cosa è stata questa ‘cosa’ sfuggente, multiforme ed entusiasmante avvenuta in Europa tra il 1989 e oggi – una cosa lunga dunque un quarto di secolo?
Proprio dalla consapevolezza che nessun dato potrà mai avvicinarsi al significato profondo del rave, del trovarsi lì, a ballare davanti a un muro di casse fino al mattino (e sovente fino a quello ancora successivo) in quelle industrie abbandonate, in quei capannoni, in quei boschi, in quelle ex basi militari, fiere del tessile, ballatoi, vetrerie, depositi ferroviari, rifugi montani, bunker, uffici smessi, pratoni, centrali elettriche, campi, cave, rovine di cascinali, finanche strade di metropoli quando venne il momento della rivendicazione, è nato questo libro – perché, sia pure con una forte impronta documentale, in casi come questo il romanzo è il più potente strumento di analisi e rappresentazione della realtà. -

Evento e programma QUI


alcune recensioni, estratti e chicche proliferate in meno di un mese dalla pubblicazione:



venerdì 5 giugno 2015

6° MERCATO CONTADINO E ARTIGIANO in Sant'Apollonia (Domenica 14 Giugno)

_Promuoviamo relazioni economiche eque incentrate sullo scambio, l’interazione, la fiducia e la trasparenza, contro le logiche capitaliste e di sfruttamento delle risorse.
_Promuoviamo la FILIERA CORTA e lo scambio di saperi. Pensiamo che sia un diritto poter portare il cibo nelle città al di fuori della filiera commerciale e della grande distribuzione. I prodotti biologici ma industriali NON hanno niente a che vedere con la salvaguardia della terra.
_I produttori e i trasformatori che partecipano al mercato in Polveriera praticano agricolture senza chimica di sintesi e senza l’uso di prodotti chimici industriali, e comunque limitando il più possibile l’utilizzo anche di quei prodotti permessi dai disciplinari del biologico ma che non salvaguardano la terra, le risorse ed esseri viventi.
_Ogni produttore espone sul banco la propria AUTOCERTIFICAZIONE che costituisce assunzione di responsabilità da parte del produttore rispetto alle caratteristiche di ciò che propone.
_Stiamo inoltre avviando il percorso per rendere operativo il sistema della GARANZIA PARTECIPATA, nel quale il produttore mette a disposizione il proprio campo, orto, azienda, cucina o laboratorio per visite aperte ad altri produttori e consum-attori.
_Difendiamo la libera trasformazione dei prodotti contadini e favoriamo l'abolizione di intermediazioni tra produttore e consumatore.
_Attraverso questo mercato riportiamo VITA in uno spazio abbandonato da anni in pieno centro a Firenze e chi vi partecipa è consapevole di star compiendo un'azione politica ben precisa.
Tutte le decisioni riguardanti il mercato vengono prese con metodo assembleare. L'assemblea dei produttori è due settimane prima del mercato successivo.

PROGRAMMA:
Dalle 10 alle 22 il chiostro brulicherà.
Sui banchi erbette di campo, frutta e verdura, formaggi di capra e pecora, miele, prodotti di erboristeria, vino e pane di grani antichi, artigianato naturale e tanto altro.
Cucine di strada vi sfameranno a pranzo e a cena e alle 19 aperitivo!
Ci saranno laboratori per bambini e adulti, esposizione di artisti e concerti.
Nel pomeriggio suoneranno I RAGAZZI DEL CORO DI CANZONI DI LOTTA, dalle 18 gli O'BRIAN BOMBERS

mercoledì 11 marzo 2015

La retorica di alcuni contro l'opinione di altri


La brillante replica del dottor Caselli, pubblicata sul quotidiano nazionale di Mercoledì 11 Marzo, in merito alle “intimidazioni” ricevute per il suo intervento previsto in seno all'iniziativa organizzata da Libera nel polo universitario di Novoli, lascia ben poche speculazioni ad un lettore medio e superficialmente informato.
Come è possibile andare contro a un crociato della lotta alle mafie, a un baluardo dell'antiterrorismo, un retto esponente della giustizia che tanto ha fatto per lo stato italiano, salvandone la sua integrità democratica?
Una carriera che vanta, parole testuali, “650 ergastoli e un'infinità di anni di reclusione” e “150 arrestati nel processo Minotauro”, tutto a danno delle mafie italiane. Mafiosi che giuridicamente, il dottore, accostò durante il suo incarico torinese (e accosta tuttora nel suo sfogo su La Nazione) alle proteste NO TAV che portarono nel 2012 all'arresto di più di 20 indagati.
Qui sta il nodo della questione. Qui sta la retorica dell'ipocrisia.
Come si può farsi vanto delle medaglie conquistate durante una lunga lotta alla mafia per poi contrastare l'unica forza militante che tutt'ora si oppone alle speculazioni economiche a danno del cittadino che, come ormai è risaputo, sono una grande occasione di guadagno per le stesse mafie che un tempo combatteva?
Semplice, il potere cambia a seconda dei tempi.

L'Italia è sempre stata un paese in guerra con sé stessa, a seconda di chi era al potere era facile capire chi fosse il nemico. Prima i comunisti, poi la mafia ed infine i cittadini stessi.
Cambiano i soggetti ma non la prassi: repressione. Perché, parlandoci chiaramente, con tutto il bene che può aver fatto da procuratore (a Palermo più che a Torino), questo è tutto ciò che è stato in grado di fare Caselli, niente di più e niente di meno di un qualsiasi altro grigio burocrate dei suoi tempi al servizio dello stato.
Ha salvato la democrazia o difeso il sistema? Dobbiamo ricordare veramente il suo ruolo e le pratiche usate in quella guerra civile che ha sconvolto l'Italia negli anni '70? Dobbiamo ricordare i risultati (non) raggiunti con l'incriminazione del “picconatore” Cossiga e con l'assoluzione di Andreotti? E cosa ha ottenuto quando Berlusconi lo fece fuori dalla Magistratura con la “legge Castelli”?

Vogliamo sapere quando, precisamente, Gian Carlo Caselli ha salvato la democrazia.

Noi stessi, dopo certe riflessioni, rimaniamo disgustati da chi risponde alle critiche dicendo ”credevo
che la legge fosse uguale per tutti”.
Se così fosse, bene, che possa essere contestato senza che ci sia bisogno di retorica, chiamando in causa l'ordine pubblico o l'incolumità degli studenti!
In un paese democratico le proteste si accettano non si condannano.
L'ironia all'acqua di rose, utilizzata da Caselli nel suo sfogo su La Nazione, delinea nient'altro che un vecchio grande uomo, troppo vecchio e troppo grande per ammettere i propri errori e fare un passo indietro dinanzi all'opinione pubblica, cercando di recuperare quella dignità persa negli anni, ma abbastanza uomo da condannare chi veramente oggigiorno cerca di cambiare in meglio il paese con tutti i mezzi che gli sono rimasti, cosa che lui (forse) un tempo faceva ma ora non più.
Infine la perplessità, poi tramutata in pratica, di non partecipare all'incontro rispecchia alla lettera la personalità del magistrato che fugge il confronto.
Così, infatti, fece quando si dimise, l'anno scorso, da Magistratura democratica a seguito della sua posizione nei confronti delle azioni NO TAV, accompagnato dalle granitiche parole dello scrittore Erri De Luca: "Se si dimette da Magistratura democratica vuol dire che non è più un magistrato democratico".


alleghiamo i commenti e le analisi di chi, ha differenza di Caselli, lotta per la giustizia:

http://www.colpolfirenze.org/chi-e-giancarlo-caselli-e-perche-non-lo-vogliamo-a-novoli/

http://contropiano.org/politica/item/29613-firenze-caselli-contestato-rinuncia

http://www.notav.info/senza-categoria/intolleranti-a-chi-su-contestazione-a-caselli/

http://www.studentidisinistra.org/2015/03/%EF%BB%BFdi-coerenza-liberta-di-espressione-e-democrazia/

sabato 7 marzo 2015

3° MERCATO CONTADINO E DELLE AUTOPRODUZIONI in Sant'Apollonia DOMENICA 8 MARZO


LaPolveriera S. Apollonia e Mondeggi Bene Comune di nuovo insieme per la terza edizione del mercato all'interno del chiostro di Sant'Apollonia.
Il nostro percorso nasce grazie a Genuino Clandestino, comunità in lotta per l'autodeterminazione alimentare, realtà in continua crescita in cui convergono le energie di contadini, cittadini e spazi sociali.
Attraverso la vendita diretta sosteniamo il diritto ad un cibo genuino, locale ed economicamente accessibile.
Perché fare la spesa in modo consapevole è un gesto quotidiano in grado di modificare dal basso la società in cui viviamo

PROGRAMMA:

_Ore 10 inizio mercato con ortaggi, formaggi, pane, olio, birra artigianale, miele, aromatiche... di produttori locali della rete dei G.A.S. e di Genuino Clandestino e banchi di artigiani.

_Dalle 11 in poi laboratori per bambini e per adulti

_ore 14
SPETTACOLO NO EXPO DEL Teatro contadino libertario

_ore 15 costruzione di PATA_TOTEM insieme ai ragazzi degli OCA - OrtiCollettivi Autogestiti e assemblea per ricostituire il GAS STUDENTESCO https://www.facebook.com/groups/349707098455213/?fref=ts

Tutto il pomeriggio saranno nostri ospiti i MusicantiDi Bacco  

_Alle ore 18: incontreremo alcuni membri del comitato milanese Attitudine No Expo che ci parleranno di "Expo 2015: affamare il pianeta, energia per le lobbies"

_Dalle ore 20 si svolgerà un aperitivo di autofinanziamento accompagnato da musica live e spettacoli di cabaret


_Sarà presente tutto il giorno un laborartorio di ciclofficina, se hai un problema con la
                   bici portala e chiama la dani 3409718821.
Dimostrazione di alcune semplici riparazioni.


INDICAZIONI STRADALI

Dalla stazione di S. M. N. percorri Via Nazionale contromano fino all'incrocio in Piazza Indipendenza. Gira a destra in via XXVII aprile e alla seconda traversa (a destra) ci trovi.
Da San Marco (punto di passaggio di tutte le linee ataf) imbocca via XXVII aprile ed è la seconda strada sulla sinistra




mercoledì 24 dicembre 2014

Diario di Bordo - sei mesi dopo

23 Dicembre 2014

Durante l’estate la neonata occupazione è passata quasi inosservata, permettendoci di lavorare indisturbati alla messa in sicurezza delle stanze e di porre le basi per un progetto politico in costante fase di elaborazione. I mesi che sono seguiti hanno visto crescere molto l'Assemblea e il consenso intorno al progetto che si andava delineando, e questo è stato possibile affrontando i problemi legati all'autorganizzazione dello spazio e all'interazione con le realtà che lo circondano e attraversano. Siamo partiti dall'esigenza di coinvolgere attivamente la comunità proponendo e partecipando al dibattito politico e sociale che interessa direttamente i cittadini.

A settembre abbiamo inviato una e-mail di denuncia a tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella gestione di Sant’Apollonia (DSU, Regione, Comune, Quartiere), chiedendo chiarimenti sull'umiliante passato recente del plesso e pretendendo un impegno per il suo futuro, informandoli quindi della costituzione dell’Assemblea. Siamo stati così invitati dall’Assessore Regionale Emanuele Bobbio ad un primo incontro di semplice conoscenza durante il quale abbiamo presentato le rivendicazioni avanzate negli anni dai collettivi universitari - ribadite anche in un secondo incontro informale - e che possiamo sintetizzare così: la restituzione alla comunità della possibilità di vivere Sant’Apollonia e la riqualifica del chiostro, che dall'attuale stato di decadenza possa tornare a essere un luogo pubblico e un punto di riferimento nel quartiere. 
Quello che proponiamo oggi tramite la riappropriazione e l’autogestione comune tra studenti, lavoratori e abitanti del quartiere, è la concreta possibilità di lavorare attivamente alle soluzioni creando un luogo di socialità alternativo, vivo e propositivo.

Alcune settimane dopo quest'incontro, a fine novembre, la notizia dell’occupazione dell’intero chiostro per l’organizzazione del mercato contadino li ha allertati a tal punto da indurli a intervenire per dissuaderci minacciando lo sgombero delle stanze occupate. Siamo riusciti a evitarlo garantendo la temporanea chiusura delle stanze (da loro giudicate inagibili) a patto che entro la fine dell’anno ci venissero presentati progetti concreti sul futuro del chiostro con la dimostrazione di una seria presa d’impegno. 
Di conseguenza il 23 dicembre, a sette mesi complessivi dalla nascita dell’Assemblea della Polveriera, abbiamo incontrato per la seconda volta l’Assessore Regionale insieme al nuovo Direttore del DSU Francesco Pierulli, i quali ci hanno esposto la prima bozza di progetto di riqualifica del chiostro: se attualmente la maggior parte del complesso è inutilizzato o indebitamente impiegato per uffici, le intenzioni mostrate sono quelle di ristrutturare interamente il primo piano per allargare la sala della mensa, allestire delle aule studio e addirittura ospitare una residenza studentesca, mentre per quanto riguarda il piano terra è previsto un ingente investimento per rimettere a nuovo il giardino e per trasferire gli uffici amministrativi e di front-office per studenti. Apparentemente entusiasmante. E sembra che i tempi di realizzazione non saranno troppo lunghi, giusto il tempo di reperire otto-nove milioni di euro...

Com’è possibile tutto questo? Com’è che dopo anni di disinteresse, proprio ora, in tempo di elezioni, si promette tutto ciò? È evidente che il progetto proposto è mera propaganda se lo dobbiamo considerare nell'ottica della prossima campagna elettorale per le elezioni regionali toscane, ma soprattutto resteranno parole al vento se non insisteremo maggiormente con la strada che abbiamo deciso di intraprendere: un progetto di riappropriazione e autogestione che deve essere costruito con la pratica della democrazia diretta, lontano dai macchinosi processi burocratici che impediscono una sana ed efficace gestione della cosa pubblica, così da coinvolgere direttamente la comunità a interessarsi dei propri spazi e delle proprie vite.

Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare alle riunioni dell'Assemblea e alle iniziative della Polveriera, in vista di un prossimo incontro pubblico nel quale costruiremo collettivamente il progetto per una nuova Sant'Apollonia.


L’Assemblea della Polveriera




mercoledì 10 dicembre 2014

Sul Mercato, Mondeggi e RiMaflow

Appunti polverieri sul Mercato Contadino

Il 30 Novembre abbiamo ospitato nel nostro piazzale il mercato di Genuino Clandestino (comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare). Con i banchi, le associazioni e i comitati presenti,  tra cui Mondeggi Bene Comune e la fabbrica recuperata Ri-Maflow, abbiamo vissuto momenti bellissimi durante tutta la giornata, e alcune riflessioni vengono spontanee.
Le parole chiave che accomunano La Polveriera, Mondeggi e la Ri-Maflow sono l’autogestione, il mutuo soccorso, la riappropriazione e la lotta contro la speculazione, l’abbandono e l’annientamento della vita. Se da una parte noi ci occupiamo di uno spazio cittadino e universitario, loro si occupano rispettivamente dell’ambito agricolo e di quello industriale.
Con quest’evento siamo riusciti, almeno per un giorno, ad unire lotte “urbane” con quelle del lavoro e della sovranità alimentare, costruendo una critica della produzione capitalista. Ma l’obiettivo sta nel voler costruire una progettualità per far sì che queste connessioni ci permettano di rielaborare i nostri discorsi e i nostri obiettivi sotto una consapevolezza maggiore.
Ospitando il mercato abbiamo ridato vita al chiostro, che versava nel degrado e nell’abbandono da anni, utilizzato saltuariamente solo dalla Fondazione Toscana Spettacoli per le proprie passerelle e i propri festini privati. In Sant’Apollonia il 30 Novembre si respirava l’aria della comunità, allargavamo le nostre conoscenze e i nostri orizzonti, mentre intorno a noi i bambini giocavano, gli studenti leggevano e i cittadini avevano accesso a prodotti a chilometro zero e biologici.
I partecipanti al mercato erano pienamente consapevoli di essere in una situazione di illegalità, condivisa e diffusa, ma l’incontro con chi occupa le terre e con chi occupa le fabbriche ci ha rassicurato e rasserenato sul fatto che legalità e legittimità sono concetti che non coincidono.
Non ci interessa restare nell’ambito della legalità se questa vuol dire sprecare risorse, se vuole imporre modelli di vita che ci uccidono o che ci opprimono. 
E siccome è proprio da quest’esigenza di riprenderci spazi e tempi nostri che è nata la Polveriera, un progetto che non è fine a se stesso, ma che è mezzo per esprimere le nostre esigenze e immaginare altri modi di vivere gli spazi urbani, i tempi di vita e le relazioni sociali, abbiamo messo in relazione tutto ciò con le esigenze di altre vertenze: un piccolo produttore, contadino o artigiano che sia, può permettersi davvero di sacrificare metà del proprio guadagno per pagare il posto nel quale vende i propri prodotti? Ovviamente no, restando in una logica di mercato aperto, capitalista e legale. Da qui il bisogno di un mercato clandestino, organizzato in uno spazio temporaneamente occupato, nel quale il sentire comune diventa bene comune. 
I nostri sentimenti e le nostre emozioni coincidevano con i nostri intenti. Abbiamo restituito il chiostro alla città: non è solo nostro, ma è di tutti e tutte!
Il nostro impegno nel promuovere l’iniziativa è stato premiato da una larga partecipazione sia del quartiere che dei nostri amici e conoscenti e dall’ennesimo riconoscimento che abbiamo fatto la cosa giusta. Questo ci legittima ad andare avanti.
Se il sistema e la burocrazia – incarnati nei dirigenti delle istituzioni regionali e del Dsu – ci dicono che dovremmo abbandonare gli spazi che abbiamo occupato, noi dobbiamo disobbedire e, con spirito critico, comprendere che la nostra stessa presenza è un elemento di rottura con la realtà di degrado e abbandono nel quale versano gran parte degli spazi pubblici fiorentini.
Da questa faglia la nostra creatività è venuta fuori e ha richiamato dentro l’intera città.
Mondeggi ci mostra che è possibile trasformare in bene comune ciò che prima era caos e nulla.
La Ri-Maflow ci insegna che è possibile e giusto lottare per il lavoro e riappropriarsene. Così noi dovremmo difendere il nostro diritto allo studio e al lavoro.
Farlo da soli è un’impresa impensabile, ma non se riusciremo a metterci in rete, a creare ponti di solidarietà, a crescere insieme riproducendo meccanismi che ci insegnino e ci aiutino ad aiutare e a imparare dagli altri in uno scambio continuo e proficuo di conoscenze, di teorie e pratiche.
Il sorriso sul viso sereno di tutt*, il sudore di chi si è impegnato per realizzare la giornata, i suoni e le voci del mercato, le urla gioiose dei bambini e delle bambine, i fiori ed i frutti degli Oca, le petizioni dei NoTunnelTav e dei comitati contro l’abbattimento degli alberi sul percorso della tramvia, l’arrivo e l’aiuto attivo dei Gas e dei centri sociali, i disegni autoprodotti degli artisti sono la moneta con la quale ci siamo ripagati.
Tutto questo non è un vaneggiamento entusiasta, non è il sogno della comune socialista, ma la realtà che abbiamo creato insieme e che oggi rappresentiamo.
Occupare e autogestire sono mezzi giusti e coerenti per combattere il nulla del degrado e di ciò che ci è stato tolto. Siamo cresciuti in un mondo di asfalto, cemento e tecnologie asettiche, vogliamo un mondo verde, brulicante di vita e di attività lavorative e formative.
Siamo dalla parte del giusto, vogliamo ribadirlo per chi non c’era e non l’ha sentito a pelle o visto coi suoi occhi.
La lotta non è fondata sullo scontro, nel quale decidiamo di perdere qualcosa per annientare un nemico, ma sulla crescita e sullo sviluppo sociale, nei quali ci riappropriamo direttamente, da chi vuole essere nostro nemico (padroni-istituzioni), del nostro reddito, del nostro ruolo sociale e della nostra consapevolezza di classe.
La strategia futura per concretizzare i nostri contenuti dovrà fondarsi sulle stesse parole d’ordine che esponiamo quotidianamente.
Abbiamo attraversato un tessuto sociale misto e variegato, ci sentiamo arricchiti dentro, abbiamo stretto e ricucito amicizie e rapporti che ci garantiscono un contropotere in grado di difenderci, in ultima istanza, dagli attacchi mediatici e politici. Fermarci è impossibile. Prima lo pensavamo, ora lo sappiamo.


Resoconto dell’incontro con Mondeggi e Ri-Maflow 

Dopo una breve introduzione di Samuele dello Spazio Comune LaPolveriera, Francesco di Mondeggi e Luigi di Ri-Maflow presentano le loro realtà, mentre le immagini delle giornate nei campi di Mondeggi vengono proiettate sui muri del Chiostro di Sant’Apollonia.
La fattoria Mondeggi Bene Comune è un’area di 200 ettari di proprietà della provincia di Firenze.
Dopo anni di mala gestione da parte dei privati e del pubblico, i terreni versavano in uno stato di abbandono e di degrado totale. Il tentativo di salvataggio della vecchia impresa agricola da parte della provincia era fallito ed anche l’ultima società partecipata che l’aveva avuta in gestione aveva accumulato un debito enorme ed insanabile. Col tempo gli abitanti di Bagno A Ripoli e dei comuni limitrofi si sono resi conto delle potenzialità del luogo e hanno deciso di occupare le terre e gli edifici abbandonati per riprendere le coltivazioni.
Per evitare di appropriarsi personalmente dei terreni si è deciso di far partire la Custodia Popolare, come previsto dalla Costituzione Italiana per i Beni Comuni. Nasce così Mondeggi Fattoria Senza Padroni, un progetto di gestione nel quale chiunque lo desideri può lavorare spontaneamente riappropriandosi del rapporto con la terra, dei valori e dei principi del lavoro comune per la comunità. Quello che viene prodotto diventa un bene da difendere e da redistribuire. Chiunque può partecipare sia durante le giornate di lavoro, che durante le passeggiate di informazione.
Tramite la coltivazione e la vita si riprende un rapporto sano ed armonioso fra essere umano e natura, nel quale l’agricoltura e l’allevamento diventano gli strumenti per raggiungere nuove forme di autocoscienza, slegate alle logiche del profitto e della società capitalista. I frutti della terra, rigogliosa e felice, diventano il simbolo dell’impegno per una vita sana, biologica e pura.
La campagna per Mondeggi Bene Comune culmina nella petizione già firmata da amministratori pubblici di rilievo, da personalità della cultura e dello spettacolo e da migliaia di cittadini affascinati ed interesati alla lotta per la liberazione delle terre.

La fabbrica recuperata Ri-Maflow nasce con l’impegno ed il sacrificio degli occupanti e degli ex-operai. La Maflow era una fabbrica metalmeccanica che, dopo tanti passaggi da proprietari (prima italiani, poi stranieri) era fallita ed era stata chiusa ed abbandonata. 
Gli operai non si sono rassegnati alla mobilità e alla disoccupazione e sono rientrati nell’azienda. Hanno preferito non indebitarsi creando nuove società o cooperative e hanno formato un’assemblea nella quale hanno deciso di far ripartire la produzione secondo modelli orizzontali e volti all’ecologia. Il primo obiettivo centrato è stato quello di riconvertire l’azienda. Basta produrre per produrre! Basta produrre per il mercato ed il profitto! Senza padroni parassiti non c’è necessità di profitti, ma di ridare dignità al lavoro dei singoli e della collettività.
Hanno iniziato a recuperare materiale di scarto elettrico ed elettronico ed a riqualificarlo e rielaborarlo con i macchinari che sono riusciti a riavviare, scegliendo così di rovesciare la logica del consumo del prodotto che finisce in discarica e di riavvicinarsi alla città, interpellando i cittadini e chiedendo i resti di televisori, apparecchi elettrici, etc.
Lavorando su circuiti non convenzionali l’obiettivo è quello di combattere la speculazione che aveva distrutto il loro lavoro proponendo la “cittadella dell’altra economia”, una realtà nella quale l’autogestione garantisce lavoro, reddito e dignità per tutte e tutti.
Non bisogna confondere l’autogestione con l’autosfruttamento! L’obiettivo è di raggiungere una paga di 16 euro orari compresi di contributi per la pensione. Si lavora tutt* per lavorare meno e si redistribuisce equamente i guadagni.
L’assemblea si mette in rete con l’associazione Fuori Mercato, che ha permesso i contatti e le collaborazioni con SOS Rosarno e genuino clandestino, creando una filiera che combatte lo sfruttamento del lavoro agricolo ed il lavoro nero e dando vita ad autoproduzioni alimentari.
Nella nuova fabbrica entrano anche studenti e compagni, interessati al modello di rinascita del lavoro, lo spazio diventa sociale e l’assemblea si ampia creando nuovi ponti fra mondi che fino ad allora non comunicavano fra loro. Nell’azienda nascono spazi alloggio, la biblioteca, spazi di dibattito cultura, la palestra popolare, il bar, il mercato e si trasforma in una vera comune. Un luogo dove il lavoro libero e la socialità producono anche nuovi modi di vivere e di pensare.
Nasce l’idea di produrre pancali industriali legno per combattere lo sfruttamento che attualmente regna in quel sistema, ma ai macchinari attuali mancano alcuni componenti che non è possibile auto-costruirsi. Parte così la campagna di crowdfunding  “Ri-Maflow vuole vivere”, nella quale si chiede, con umiltà e dignità, di partecipare all’acquisto del nuovo compressore, già pagato al 50% con le campagne di auto-finanziamento e con il lavoro vivo dell’attuale produzione.
L’incontro termina rilanciando i prossimi appuntamenti che le due realtà si sono dati, con particolare riferimento alla due giorni di Genuino Clandestino a Firenze, il 13 e 14 Dicembre.

sabato 22 novembre 2014

1° MERCATO CONTADINO e dell'ARTIGIANATO in Sant'Apollonia


L'ultima domenica del mese di Novembre, via Santa Reparata 12

e con la partecipazione da Milano di 
Ri-MAFLOW, fabbrica recuperata.

-Attraverso la vendita diretta sosteniamo il diritto ad un cibo genuino, locale ed economicamente accessibile.
Perché fare la spesa in modo consapevole è un gesto quotidiano in grado di modificare dal basso la società in cui viviamo.-

PROGRAMMA:

Ore 10: Inizio mercato con ortaggi, formaggi, pane, olio, miele, aromatiche... di produttori locali della rete dei G.A.S. e di Genuino Clandestino e banchi di artigiani.

Ore 11: Laboratorio per bambini a cura dell'Associazione Melograno "Costruiamo uno spaventa-passeri"

Ore 12: Laboratorio a cura di Virginia Mosca 
"Le verdure fermentate: i crauti" 
(portare un vasetto!) 3274572981

Ore 14: Dimostrazione di ARM KNITTING
a cura di "Unrevel"

Ore 15: Concerto della giovanissima cantautrice fiamminga Katrien Snoeys

Ore 15.30: Spettacolo di marionette fatte a mano a cura della compagnia "TUTTI A FAVOLA!" 

Ore 17: Incontro pubblico con Mondeggi Fattoria senza padroni e RiMaflow fabbrica recuperata.

Ore 19: Aperitivo benefit per la campagna "RiMaflow vuole vivere" http://www.rimaflow.it/index.php/2014/10/29/rimaflow-vuole-vivere-appello-internazionale 

Sarà presente tutto il giorno un laborartorio di ciclofficina, se hai un problema con la bici portala e chiama la dani 3409718821.
Dimostrazione di alcune semplici riparazioni.

domenica 16 novembre 2014

Intervento del Collettivo della Polveriera SpazioComune al convegno di Altra Europa con Tsipras.



Intervento del Collettivo della Polveriera SpazioComune al convegno a Firenze di AltraEuropa con Tsipras di fronte agli esponenti dell'inevitabilmente fallimentare sinistra italiana, per rimarcare la necessità di ricostruire un tessuto politico sociale a partire dal basso, dalle piazze, dai posti di lavoro, dai luoghi di studio, con politiche sociali attente alle esigenze e ai diritti dei cittadini.

"Quest’auditorium si trova fra le mura del Chiostro di Sant’Apollonia, delle mura che hanno tanto da raccontare. Hanno assistito proprio qui dentro a centinaia di assemblee dagli anni ’60 ai ’70 quando era il centro del movimento studentesco. Portano ancora oggi le scritte fatte dal 67 al 74 dagli oltre mille studenti greci emigrati dalla dittatura. 
E proprio qua sopra, metri quadrati che la regione lascia abbandonati e che da maggio sono occupati da noi: lavoratori, studenti ed abitanti del quartiere. Uno spazio che oggi è diventato comune a decine di persone che lo vivono ed attraversano, all’interno del quale si sperimentano resistenza e costruzione d’alternative.
Queste sono cose che solo chi vive i luoghi, i quartieri come i posti di lavoro e le scuole, può conoscere in profondità. Ed è per questo che Syriza lavora strettamente legata ai movimenti sociali, composti da quelle persone che ogni giorno lottano e cercano di cambiare questa società; perché caratteristiche e problematiche sono conosciute dai soggetti che le vivono, come da loro devono essere elaborate le rivendicazioni. Cercare di rappresentarle, senza averne internità, sarà fallimentare.
Se Syriza, dopo i risultati del 30% delle scorse elezioni, adesso potrà governare la Grecia, proprio per questa stretta connessione con le lotte sociali, quelle che le daranno la forza di resistere agli attacchi che l’Ue molto probabilmente porterà una volta conquistato il potere politico.
Abbiamo scelto di intervenire per sottolineare quest’aspetto perché il paese oggi è attraversato da centinaia di vertenze lavorative e conflitti nei quartieri e nei territori che non trovano espressione politica. 
E l’espressione politica di questo mondo, il mondo degli sfruttati dal capitale: dai lavoratori ai territori, non può partire dalla pura rappresentazione di questi conflitti, né da alleanze che puntino a racimolare quelle percentuali da governo. Questo non potrà che avvenire sostenendo direttamente i conflitti aperti dalla crisi, legando quelle lotte al fine di dargli progettualità. Cambiare la società dev’essere l’obiettivo. Solo così si può pensare di raggiungere quegli obiettivi. Se invece si rigira sottosopra l’obiettivo, ponendo il risultato elettorale come prioritario, difficilmente si riuscirà a replicare quanto Syriza ha fatto nel suo paese. E difficilmente le persone che in queste settimane occupano le piazze potranno credere in un cambiamento collettivo."